Varese, tutti d’accordo con Univa «Ma ci credano anche le banche»

BUSTO ARSIZIO Crederci? Le altre associazioni di categoria condividono la voglia di combattere con l’Univa. Ma lanciano anche un appello alle banche. Busto Arsizio il presidente uscente dell’Unione industriali di Varese, Michele Graglia, nella sua relazione conclusiva ha lanciato un messaggio molto profondo, un messaggio di speranza e di lotta. Crederci. Crederci per superare la crisi, crederci per andare oltre il momento buio, crederci per ripartire. Un messaggio di forte impatto emotivo, che è stato accolto con favore anche dalle altre associazioni di categoria che operano sul territorio. Bruno Amoroso, presidente della Camera di commercio, ha condiviso le parole di Graglia: «Nei momenti di difficoltà bisogna agire – ha detto Amoroso -, ma quando si agisce bisogna agire bene; non basta la politica del fare che viene invocata, ma occorre fare bene. Fare bene è quello che conta. Crederci è un di più, una spinta in più su quello che si fa». Gianni Lucchina, direttore di Confesercenti, sposa in pieno

la linea di Confindustria e di Univa: «I temi affrontati dalle nostre associazioni spesso vanno nella stessa direzione – ha detto – Crediamo nell’importanza di fare sistema, un concetto che noi abbiamo sottolineato con la metafora dell’orchestra: ciascuno suona il proprio strumento per ottenere un risultato comune e armonico. Il messaggio di crederci è importante, come è importante fare un gioco di squadra. Ho apprezzato molto la relazione. Il tema discusso e affrontato è un tema della quotidianità e suscita interesse, ma da solo non basta. Oggi la cosa più importante è superare la crisi di fiducia verso il futuro. Però bisogna crederci tutti quanti: gli imprenditori, ma anche il sistema del credito, altrimenti non si va avanti».Un sentire condiviso anche da Mauro Colombo, direttore generale di Confartigianato Varese: «Abbiamo sempre creduto in questo territorio, nella sua capacità di fare economia, nel suo “scatto” imprenditoriale: vivace anche nei momenti più difficili. È importante condividere questa nostra visione con Univa».Alessandro Madron

m.lualdi

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