Roma, 13 giu. (TMNews) – L’affluenza per il referendum vola sostanzialmente al 57% per tutti e quattro i quesiti e il governo finisce sul banco degli imputati. L’opposizione chiede, compatta, dal Pd all’Udc, a Sel passando per l’Idv, le dimissioni del premier Silvio Berlusconi e il ritorno alle urne. Il presidente del Consiglio assicura che la volontà degli italiani sarà ascoltata ma tiene duro su un punto: perdere il referendum non significa perdere il governo.
I più netti, nella maggioranza, sono, non a caso, i leghisti. Dal Carroccio, infatti, con le parole del ministro Roberto Calderoli arriva un avvertimento: siamo stufi di prendere sberle, prime le amministrative oggi il referendum, “non vorrei che quella di prendere sberle diventasse un’abitudine”. Poi un monito: “Andremo a Pontida per dire quello che Berlusconi dovrà portare in Aula il 22 giugno…”, giorno della verifica di governo alla Camera. Anche la Chiesa fa sentire la sua voce, con una presa di posizione del Sir, l’agenzia di stampa della conferenza episcopale italiana: l’esito del referendum “è un messaggio diretto al governo” che deve dimostrare “responsabilità”. E l’Azione cattolica osserva: i cattolici sono stati “determinanti”.
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