Roma, 13 giu. (TMNews) – Chiedere le dimissioni del governo, come ha fatto Bersani dopo l’esito referendario, è “improprio”, anche perché non si è trattato di un voto contro l’esecutivo, tanto che si sono espressi anche elettori del centrodestra. E’ questo il commento, affidato a una nota, del ministro della Giustizia e segretario designato del Pdl, Angelino Alfano.
“Il Pdl – ha osservato – ha chiarito già da tempo di non considerare quella dei referendum una scadenza politica sulla quale impegnarsi come partito e tantomeno come maggioranza di governo. Di conseguenza il Pdl ha lasciato ai suoi dirigenti, militanti, iscritti piena libertà su tutti i piani, quello di partecipare o no al voto, quella di votare sì o no ai vari quesiti. Per di più nel merito di un paio di essi – quello sul nucleare e quello sul legittimo impedimento – la questione a nostro avviso era già risolta in un caso per la nuova legge, in un altro per un deliberato della Consulta”.
Alfano ha sottolineato che “anche in seguito a questa presa di posizione molti dirigenti del Pdl a vari livelli hanno fatto scelte differenziate sulla base del loro libero convincimento”.
“Queste scelte, e anche la materia stessa del confronto referendario, escludono qualunque strumentalizzazione del medesimo – ha insistito il ministro della Giustizia – in chiave politica, addirittura come conseguenza dei suoi risultati. Del resto la stessa percentuale raggiunta dai quesiti referendari rende evidente che essa è andata molto aldilà della forza elettorale della sinistra ed ha avuto il voto di milioni di elettori del centro-destra che hanno inteso esprimere la loro opinione sui temi referendari e di certo non danneggiare il governo. Per cui da tutto ciò non si può trarre certamente le conseguenze del tutto improprie di cui parla l’on. Bersani”.
“Il governo – è la conclusione di Alfano – oggi ha due doveri: da un lato prendere atto del risultato dei referendum sui vari quesiti e dall’altro lato predisporre un quadro preciso di scelte politiche e programmatiche sui vari temi che più riguardano gli interessi dei cittadini e il futuro della società italiana”.
Red/Bac
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