Parla la mamma di Bizzo «Grazie Varese per l’affetto» 

Parla la mamma di Bizzo «Grazie Varese per l’affetto» 

VARESE (a. mor.) «Ovunque andava, mio figlio faceva la rivoluzione».

È il ricordo di Ester Poncato, la mamma di Giovanni Bizzozero, lo studente di veterinaria morto a 23 anni nella notte tra giovedì e venerdì scorso, cadendo dalla moto.

Il giovane, originario di Viggiù, era molto attivo e presente a casa e in università.

«Giovanni, da rappresentate degli studenti, aveva proposto un modulo di tirocinio itinerante. In pratica si trattava di raggiungere le aziende agricole con la “clinica mobile” e fare esperienza sul campo. L’idea gli era venuta visitando una fattoria, dove aveva visto un nuovo modo di trattare le vacche».

«Il consiglio di facoltà aveva accolto la sua proposta e il modulo doveva incominciare a breve. Adesso saranno i suoi compagni a fare questa esperienza per lui – continua Ester Poncato – Giovanni era un petardo, faceva di tutto. Io gli dicevo: “riposati un po’”. E lui mi rispondeva “se non lo faccio adesso, quando lo faccio?”».

«Avrebbe avuto bisogno di 36 ore al giorno per riuscire a fare tutto quello voleva – prosegue la mamma – Si interessava a tutte le tematiche. Recentemente aveva raccolto le firme per i precari. Facendo queste cose si faceva voler bene. Sono venuti persino i bidelli della facoltà di farmacia a farci le condoglianze in obitorio. Giovanni li conosceva uno per uno. Si accertava su come stessero loro e le loro famiglie».

Lunedì scorso, in San Vittore, si sono svolti i funerali del giovane. La basilica era talmente affollata che molte persone sono rimaste sul sagrato.

«All’uscita della chiesa sono andata via subito perché avevo chiesto di essere sulla stessa auto che avrebbe accompagnato mio figlio al cimitero di Viggiù. Non ho quindi potuto ringraziare personalmente tutti, uno per uno – dice la mamma – Lo faccio adesso. Ringrazio tutti per la vicinanza. Sono stati giorni lunghi e dolorosi. Ci siamo trovati in una città grande come Milano, in obitorio, ma non ci siamo mai sentiti soli. I varesini ci hanno scaldato il cuore. Si dice che Varese è fredda, ma invece ha un grande cuore».

«Lo so anche perché lavoro nel sociale (Ester Poncato è direttore del dipartimento sviluppo e sussidiarietà dell’Asl di Varese, ndr) e vedo l’impegno delle associazioni – aggiunge – So come la gente si spende per gli altri, anche attraverso il movimento di Comunione e Liberazione. Al funerale ho visto tante facce, tanta gente, ringrazio tutti. So che continuerete a esserci vicini».

Riportiamo qui anche le parole che Ester Poncato ha detto a tutti gli amici di Giovanni: «Non ricordatelo in maniera nostalgica, sentimentale ed emotiva. Ma con la vostra vita. Giocatevela fino in fondo per lui. Io ci credo veramente che adesso mio figlio è in un luogo migliore. Non lascerà mai sola la sua famiglia e i suoi amici».

s.bartolini

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