VARESE La bufera sulla lista nera in casa Lega ha indotto il sindaco leghista di Varese, Attilio Fontana, a scrivere una lettera aperta al nuovo segretario, fra preoccupazione e ironia.
«Leggo questa mattina su alcuni giornali una notizia che mi ha lasciato di stucco – ha scritto e fatto diffondere Fontana -: il mio nome sarebbe stato inserito in ‘una lista di epurandì e rischio l’espulsione dalla Lega Nord». «Vorrei a questo punto delle spiegazioni – continua il sindaco rivolto a Canton – anche alla luce delle tue parole in sezione a Varese l’altra sera. O meglio: chiedo una tua smentita ufficiale, dal momento che mi auguro sia una falsa informazione. Sono anche certo che tu annuncerai querela nei confronti degli estensori degli articoli che riportano notizie non vere e verificate».
Fontana si dice a disposizione del segretario provinciale per un chiarimento, sostenendo di non essere riuscito a contattarlo telefonicamente e chiudendo ironicamente la sua missiva: «Questa mia richiesta viene fatta anche a nome dei tanti bravi amministratori e militanti che si vedono ingiustamente additati come dei reprobi. Non solo – ha concluso il sindaco di Varese – ho ricevuto proprio in questo momento una telefonata del ministro Maroni, che si sente offeso dal non essere stato inserito in questa ipotetica lista, al numero 1!».
La smentita non si è fatta attendere. “Sono tutte fandonie” ha assicurato il neo-segretario provinciale, Maurilio Canton. «Tutto ciò che ho scoperto anch’io su alcuni organi di stampa – ha sostenuto Canton – corrisponde al falso ed è falsissima la lista. Ad Attilio, che è un mio grandissimo amico e resta il nostro sindaco di riferimento, dico con assoluta serenità che non esiste alcuna lista e che dunque lui non è in alcuna lista di epurandi. E nemmeno lo è il ministro Maroni».
Canton ha difeso ancora una volta la sua nomina a segretario provinciale, candidato unico investito direttamente da Umberto Bossi, su cui una parte dei delegati al congresso di domenica aveva chiesto invano di poter comunque votare. «Io sono qua per lavorare con tutti i militanti e andare a conquistare un voto in più la prossima volta», ha spiegato, negando che ci siano divisioni nel movimento e dicendosi sicuro che anche se si fosse andati alla conta «probabilmente» sarebbe stato eletto. Canton ha voluto anche definirsi un «bossiano ultrà della curva nord» per dire che è «assolutamente prematuro porsi la domanda sulla successione a Umberto Bossi, che è un non-argomento».
e.marletta
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