BUSTO ARSIZIO «Sindaco? No, portavoce di un movimento che sperimenta la partecipazione democratica. Due turni di elezioni primarie li ho già passati». Si presenta così Giampaolo Sablich, candidato sindaco, o meglio portavoce, del Movimento 5 Stelle. Un borsanese la cui passione politica nasce dietro a don Enrico Merlo nel comitato inceneritore e che diventa impellenza ad agire dopo la lettura dei bestseller di Gianantonio Stella sulla “casta” e dopo l’incontro al PalaYamamay con Beppe Grillo. «Smettere di lamentarsi senza agire e non arrendersi al disfattismo, questa è la speranza» di Giampaolo Sablich e dei “grillini” bustesi.
DAL VILLAGGIO
Classe 1968, nasce nel “Villaggio” dei Giuliani e Dalmati di Borsano, «figlio di esuli istriani dell’isola di Cherso, stabilitisi a Busto dopo un lungo peregrinare nei campi profughi e integrati grazie all’accoglienza della parrocchia, dopo un po’ di iniziale diffidenza». Un insegnamento che potrà tornare utile per l’attualità. Sablich ricorda in particolare le figure del parroco don Enrico Merlo e del coadiutore don Sergio Perego, che ritiene il suo «padre spirituale» nel corso della crescita nell’ambiente parrocchiale. Tanto che la prima scintilla con l’impegno politico avviene proprio seguendo con don Enrico il comitato inceneritore, ai tempi delle manifestazioni contro l’impianto Accam, «esperienza che purtroppo – ammette Sablich – non ottenne i risultati sperati». Ma tutto torna, e ancora oggi la battaglia per fermare l’inceneritore, abbracciando la politica dei rifiuti zero, è un punto programmatico forte del Movimento 5 Stelle.
AL DISTRETTO AEROSPAZIALENel frattempo Giampaolo, dopo il diploma all’Itis di Gallarate, si laurea in fisica e trova lavoro come progettista alla Carlo Gavazzi Space di Milano, industria di punta del distretto aerospaziale lombardo. Nel 2000 si sposa con Laura, sua compagna di università: oggi è padre di tre figli, di cui uno disabile affetto da sindrome di down. «Esperienza che tempra – ammette Sablich – la
disabilità in famiglia diventa la necessità e lo stimolo a fare qualcosa di più per tutti». Come ad esempio l’impegno nel direttivo della onlus “Più di Ventuno”, che si occupa di disabilità. Tasselli sul percorso della discesa in campo, che diventa necessaria «dopo lo choc dei numeri letti nei libri “La Casta” e “La deriva”», i bestseller sul degrado della politica di Gianantonio Stella e Sergio Rizzo.
BEPPE GRILLO
Nel frattempo ci sono anche gli show di Beppe Grillo al PalaYamamay di Busto Arsizio: «Un bel momento, ci sono andato con tutta la famiglia» racconta Sablich, ieri sera richiamato all’investitura del comico genovese in piazza San Giovanni, per un comizio che è «uno spettacolo gratuito». Poi il contatto con il Meetup e con le liste civiche grilline: «il movimento 5 Stelle si è dimostrato quello più capace non solo di raccogliere il malessere ma anche di passare dalla fase della protesta a quella della proposta – sottolinea Sablich – il bello del movimento è che nasce dal basso, le nostre riunioni non sono soliloqui ma c’è un dibattito». Il candidato “a 5 Stelle” infatti le sue elezioni democratiche le ha già vissute, con le primarie del Movimento: prima per il programma, votato ed emendato dagli iscritti, poi i due turni con ballottaggio per la scelta del portavoce. Espressione che non è solo un’originalità linguistica: «Se sarò eletto – spiega Sablich – le decisioni le prenderà chi parteciperà sul sito e alle riunioni. Avere un leader che decide è più semplice, ma il nostro metodo è più motivante e responsabilizzante. Chiunque potrà proporre e valutare le delibere, metteremo sul sito in tempo reale tutta l’attività della legislatura». Tra le proposte più innovative da sperimentare, i referendum consultivi: «Per dare la parola ai cittadini sulle scelte importanti. Con internet e il tesserino sanitario della Regione si possono abbattere i costi. A Busto un referendum c’è già stato ma non ci hanno dato alcun peso».
Andrea Aliverti
m.lualdi
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