Lettera aperta  a Savino Tesoro

BUSTO ARSIZIO Caro Savino, sta per suonare il gong. Tempo qualche giorno e chi ti ha messo sul tuo tavolo l’offerta di acquisto della Pro Patria potrebbe constatare l’inutilità e la pericolosità di attendere ancora. Il 15 maggio è l’ultima data utile per pagare stipendi e contributi del primo e secondo trimestre così da non incorrere in pesanti penalità (si parla di 7 punti in meno) nella prossima stagione. Chi vuole la Pro intende cominciare l’avventura in camicia bianca: senza rattoppi.Certo, quella proposta è impegnativa e ti mette davanti alle tue responsabilità. Non ti meraviglia perché ben sai che quei costi esorbitanti non si possono imputare all’acquirente. E’ tua o di chi ha gestito per te la Pro la stratosferica gestione della società. Nessuno ha messo la pistola alla testa a tuo figlio Antonio mentre apponeva la sua firma sui succosi e lunghi contratti dei giocatori facendo anche la felicità dei procuratori. Dell’inesperienza o della supponenza non può farsi totalmente carico chi vuole la Pro Patria per rilanciarne l’immagine e anche le sue ambizioni. Sono colpe, caro Savino, che devi espiare anche tu.A meno che tu non abbia già decretato la sentenza che vuole la morte sportiva della Pro Patria. Lasciacelo dire: questo sospetto è ricorrente. Lo sappiamo che sei deluso da promesse non mantenute e crediamo che, da questo versante, tu abbia più di una ragione. Promesse erano state fatte a chi ti aveva preceduto nella gestione (stendendo comunque un velo pietoso sulla stagione di Zoppo). Ma rassicurazioni erano state date anche a chi ha avuto in mano la Pro Patria per otto anni (la famiglia Vender) costruendo una promozione e, grazie alla salute dei bilanci, il ripescaggio dopo una rocambolesca retrocessione.Non pensiamo, Savino, che tu possa covare dei risentimenti o dei propositi di vendetta. Se così fosse, sarebbero fini a se stessi. Magari anche in Terza

Categoria, ma sappi che la Pro ricomincerà. Potresti forse ridere di come hai umiliato la città. E quella la chiami una soddisfazione? Ti saresti fatto del male da solo sporcandoti definitivamente l’immagine che, in questi giorni, hai la possibilità di salvare, facendo un passo avanti verso chi vuole la Pro Patria.A conti fatti, Savino, sai bene che i debiti, anche dilazionati o concordati, vanno sempre pagati. E se poi le controparti sono enti statali… Tu e la tua famiglia siete stati alla testa della società fino allo scorso 4 gennaio e per uscire dallo Speroni è sufficiente uno sforzo non mastodontico; ti costerebbe meno di quanto il prossimo futuro potrebbe riservarti, oltre a toglierti fastidi di ogni genere.Savino: che senso avrebbe punire quella gente che siede ogni domenica sugli spalti? Quelle persone che, proprio al tuo arrivo hanno stabilito il record di abbonamenti (1045) nonostante la fortissima delusione per quella maledetta domenica del 21 giugno 2009. Quella gente ha immediatamente riposto nella tua famiglia la speranza del riscatto e proprio quella fedeltà è stata il ringraziamento per chi aveva messo soldi tanti e veri per salvare la Pro Patria dal fallimento. Nessun bustocco che conta avrebbe avuto la tua forza e, perché no, anche la tua spregiudicatezza. Non merita la mazzata finale la dignità di quel popolo che ha metabolizzato l’incredibile retrocessione della scorsa stagione. Da altre parti, che tu ben conosci, i dirigenti e i giocatori li avrebbero barricati in casa per l’onta dell’esito di un campionato condotto sciaguratamente.Savino, siamo all’ultima ripresa e sappiamo che il tuo pugno può sferrare il ko. Nessuno però ti porterebbe al centro del ring e ti alzarebbe il braccio in segno di vittoria. Attorno a te avresti solo silenzio e rabbia. Vuoi questo? Sappi anche, Savino, che il gong della vittoria non dipende mai dalla consistenza del conto in banca.Giovanni Toia

v.colombo

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