Il postino qui non bussa mai Via Trafoi è una “prigione”

Il postino qui non bussa mai
Via Trafoi è una “prigione”

Una strada sterrata, tra campi di granoturco e il bosco. Un’oasi di pace. Ma tra pace e isolamento c’è una bella differenza, e i residenti di via Trafoi pretendono di essere collegati al resto della città. Un’impresa che sembra titanica.

«Qui non arriva la posta, non arrivano i pompieri, perfino per avere l’assistenza di un’ambulanza dobbiamo arrangiarci e dare appuntamento ai sanitari di fronte al circolo di San Fermo, per poi accompagnarli lungo la strada consortile che costituisce l’unico accesso alle nostre case»: lo racconta , portavoce delle dieci famiglie che, ormai da anni, vivono in via Trafoi, una strada sterrata che passando in mezzo al bosco unisce San Fermo e Valle Olona con Cascina Mentasti.

Uno scenario da favola: sul fondo della valle tra le colline di San Fermo e quella di Cascina Mentasti ci sono due corti, nate agli inizi del ‘900. Ci vivono una decina di famiglie, che hanno scelto di vivere lontano dal caos.

«Un posto incantevole, ma ci avevano promesso che sarebbero arrivati i servizi. Invece qui non arriva proprio nulla, nemmeno le lettere».

La colpa è anche dei navigatori satellitari: via Trafoi è, di fatto, l’insieme di più strade che attraversano il bosco in questa zona della città. I navigatori, però, guidano verso l’ingresso di via Diuno dove, ad un certo punto, ci si ritrova di fronte ad un vero e proprio sentiero, percorribile solo a piedi.

«Quello, però, dovrebbe essere l’ingresso “ufficiale” – spiega Comodo – perché la strada comunale passa di lì. L’unico ingresso percorribile in auto, invece, è la strada consortile che si stacca da via Vetta d’Italia. Visto che si tratta di una strada privata, però, i navigatori la ignorano. E il Comune anche».

Il risultato è presto detto: i residenti di via Trafoi sono a poche centinaia di metri dalla città, ma di fatto isolati.

«Non solo non abbiamo le fogne, come capita anche a tutto il comparto di via Vetta d’Italia e a Cascina Mentasti – spiega , un altro residente – ma addirittura ci sono stati interi mesi in cui perfino l’Aspem non ci ha fornito il servizio. Siamo rimasti per settimane con i sacchetti dell’umido a pochi passi da casa, li hanno tolti solo quando siamo andati a protestare».

E non è finita: i postini e, soprattutto, i pony express a cui Poste Italiane ha appaltato il recapito delle bollette e di altre raccomandate importanti, non trovano le case.

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