Forza Italia, appena rinata e già divisa. Anche a Varese falchi e colombe leggono il futuro del partito berlusconiano. «Alfano ha ragione: non spacchiamo ma basta con i “leccaculo”» l’appello del leader dell’area laica Nino Caianiello.
«Ma è meglio andare a votare» sostiene il falco .
Se la coordinatrice provinciale dagli Usa, tra falchi e colombe, preferisce definirsi «gazzella», da Varese il punto di riferimento dei laici invita a «essere aquile, per volare alto», rispetto alla «politica gridata delle clave» che sta caratterizzando i vertici del Pdl/Forza Italia.
«Berlusconi lo si difende anche in modo diverso, pensando all’economia del Paese e ai problemi di tutti gli italiani – spiega Caianiello – non la penso come Alfano ma sto con lui nel momento in cui non si piega al modo di fare politica della Santanché. Siamo gente più portata alla mediazione e alla soluzione
dei problemi. Posso non essere d’accordo sull’idea di spaccare Forza Italia, anche perché una divisione tra i “berlusconiani doc” e i moderati potrebbe provocare conseguenze sulle amministrazioni locali e anche su Regione Lombardia, ma aprire un dibattito sì. La priorità è l’unità del centrodestra, non la gara a chi lecca più i piedi di Berlusconi».
“Diversamente berlusconiani” anche a Varese? Il sindaco di Busto Arsizioprova ad evitare la dicotomia: «Ognuno è berlusconiano a modo suo – ammette – in questo momento bisogna pensare al bene del partito e al bene del Paese».
L’ala ciellina per ora non si espone: il capo-corrente sceglie il silenzio. Lo stretto legame con d’altra parte impone un momento di attesa rispetto agli eventi, dopo che il ministro si è smarcato dalla «deriva estremista» della nuova Forza Italia.
Significa che i ciellini torneranno a navigare verso la sezione italiana del Partito Popolare Europeo come ai tempi degli abboccamenti con i “montiani”? È presto per dirlo.
I falchi non mancano nemmeno dalle nostre parti. Giuseppe Taldone, vicecoordinatore provinciale in “quota Mantovani”, fa il falco contro il governo Letta: «Quello che sta succedendo non è normale – sostiene l’esponente luinese – continuare così come è ora non mi sembra la cura giusta ai mali del Paese ma semplice accanimento terapeutico».
«Meglio interpellare il popolo sovrano e chiedere cosa ne pensa, magari modificando velocemente il Porcellum, che nessuno alla fine vuole mai eliminare, per garantire governabilità, stabilità ed assunzione di responsabilità per ciò che riguarda l’attuazione del proprio programma elettorale da parte di chiunque vinca».
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