Il futuro della Fiera di Varese è transfrontaliero. Un’ipotesi alla quale si guarda da tempo, ma che rimane “congelata” per via della crisi economica. Allo stato attuale, infatti, bisogna puntare alla sopravvivenza.
La fiera campionaria rimane un importante punto d’attrazione, ma le difficoltà si sentono e lo stesso assessore al Commercio ripete che «non è così scontato riuscire a farla. In molte realtà fiere di questo tipo stanno chiudendo. A Varese riusciamo ad andare avanti facendo grandi sforzi.E la risposta è positiva».
Difficoltà che vengono sottolinea anche dall’organizzatore, , presidente di Manazza Gefra srl: «Non possiamo nascondere le difficoltà che abbiamo incontrato nell’organizzare la parte espositiva ma, pur a prezzo di fatiche maggiori rispetto agli altri anni, anche stavolta siamo riusciti a centrare l’obiettivo. Siamo anche particolarmente orgogliosi del programma degli eventi preparato con la collaborazione di ».
Gli espositori – alla Schiranna dal 5 ottobre – sono circa centocinquanta, e dunque si sono perse diverse decine di stand. Stand che erano occupati l’anno scorso «da un intero padiglione dedicato agli sposi». Quest’anno quindi lo spazio è stato ridotto, e si è registrato anche un turnover di circa il 25% di espositori sul totale, che quindi sono cambiati.
Alle difficoltà, l’amministrazione comunale e gli organizzatori cercano di rispondere con nuove iniziative.
Come la riproduzione della Torre Civica, che sarà “portata” in Fiera e servirà come spazio istituzionale per le tavole rotonde.
«Lo scopo è riportare uno dei simboli della città in Fiera – dice Ghiringhelli – dando l’impressione a chi si ritroverà all’interno di essere proprio sulla terrazza della torre».
E quindi poter godere dello stesso panorama. Questo sarà possibile innanzitutto grazie a fotografie scattate sulla torre (potrebbe essere previsto anche l’effetto dissolvenza), ma non si esclude l’utilizzo di telecamere che mostrino il panorama in diretta.
E se fino al 2015 la caratterizzazione di tutti gli eventi come questo sarà legata all’Expo, «dopo quell’anno dovremo riprendere a guardare ai rapporti con il Canton Ticino. Il futuro della fiera è diventare transfrontaliera» Una strada in salita, comunque, per via della vicinanza del polo di Rho-Pero.
«A suo tempo, quasi vent’anni fa, ero per costruire alle Fontanelle una struttura permanente, ma alla fine prevalsero gli interessi di un polo fieristico nel milanese».
Insomma, Varese fu scalzata da Milano. Se la Fiera di Varese, ad ogni sua edizione, ha sempre ospitato all’inaugurazione una lunga fila di politici, nei ruoli chiave sia a livello nazionale che regionale, ben poco supporto è arrivato per lo sviluppo della kermesse varesina.
Marco Tavazzi
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