Lucia Uva ricevuta questa mattina dal ministro della giustizia Anna Maria Cancellieri insieme all’avvocato Fabio Anselmo e a Valentina Calderone, direttrice dell’associazione A Buon Diritto.
“La signora Uva – ha spiegato l’associazione in una nota – il cui fratello Giuseppe è morto nel giugno 2008 dopo essere stato trattenuto per due ore e mezzo all’interno di una caserma dei carabinieri di Varese, ha espresso al ministro Cancellieri la sua preoccupazione per quanto sta avvenendo al tribunale di Varese”. Fulcro dell’incontro le indagini sulla morte di Giuseppe Uva. “Il pubblico ministero titolare del processo, Agostino Abate, in questi lunghi cinque anni ha esclusivamente indagato i medici dell’ospedale in cui Uva è morto, senza mai sottoporre a indagini i due carabinieri e i sei poliziotti presenti quella notte all’interno della caserma”, si legge nella nota. L’avvocato Fabio Anselmo ha presentato una relazione in cui sostiene come “il pm Abate abbia presentato un fascicolo mancante di alcuni importanti documenti che pure gli appartenevano”. Il ministro Cancellieri, si spiega nel comunicato di A Buon Diritto “ha affermato che, valutata la situazione grazie anche ai nuovi elementi emersi, farà tutto quanto nelle possibilità del suo ministero e nei limiti delle sue competenze per fare luce sulla vicenda”. L’8 ottobre ci sarà l’udienza davanti al gup Giuseppe Battarino in cui verrà deciso se la posizione di carabinieri e poliziotti debba essere archiviata.
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