Una donna, un corriere con casco in testa, Babbo Natale e un bimbo finito rinchiuso in un bagno insieme alla madre terrorizzata.
Il giorno dopo la tentata rapina alla Unicredit di via San Vito si chiariscono meglio i dettagli del colpo. Colpo fallito non perché qualcosa sia andato storto ma perché la cassaforte era davvero vuota: i banditi, tre, sono entrati in azione dopo che i furgoni portavalori avevano già prelevato il grosso della cassa.
Banditi esosi o molto originali. A cominciare dai travestimenti: nell’ordine in banca sono entrati un rapinatore vestito da elegante signora, un falso pony express e un distinto barbuto simil Babbo Natale ma non ancora incanutito. I tre, italiani dall’accento meridionale, hanno agito da professionisti. Le dieci persone presenti sono state immobilizzate all’istante: i dipendenti sono stati ammanettati con delle fascette di plastica direttamente alle loro scrivanie. L’unica cliente presente, accompagnata dal figlio minorenne (un bimbo), è stata invece rinchiusa nel bagno della filiale. I tre sono entrati e usciti dalla porta a bussola con metal detector della sede dell’istituto di credito: il fatto porta a presumere che la pistola utilizzata per minacciare gli ostaggi fosse giocattolo in
quanto non rilevata dal metal detector in questione. Più marginale l’eventualità che i tre abbiano trovato un metodo sicuro per schermare l’arma riuscendo a non fare scattare l’allarme. I tre, dopo il fallimento, sono fuggiti lasciando gli ostaggi legati: nessuno ha quindi visto con quale mezzo siano spariti e in quale direzione. Gli uomini della squadra mobile della questura stanno lavorando da ore per identificare il trio: oggi sono stati ascoltati i residenti in zona per capire se qualcuno abbia visto qualcosa di anomalo nei giorni o nelle ore antecedenti l’incursione. Si presume che la banda abbia eseguito un sopraluogo per meglio organizzare un colpo che per un soffio ha mancato un bottino da migliaia di euro.
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