«Taglieggiati, minacciati e pestati» In aula caso-choc di usura a Varese

«Taglieggiati, minacciati e pestati»
In aula caso-choc di usura a Varese

Abbandonati dalle banche finiscono nella mani degli usurai: oggi l’apertura del processo all’uomo accusato di averli taglieggiati, strozzati, minacciati e fatti picchiare.

Alla sbarra un uomo di 54 anni, originario di Saronno attualmente residente a Limido Comasco, al centro delle indagini scattate un anno e mezzo fa e per il quale il pubblico ministero della procura di Como ha chiesto e ottenuto il rinvio a giudizio al termine delle indagini eseguite dai carabinieri della compagnia carabinieri di Saronno guidata dal capitano .

Vittime dell’usuraio sono due artigiani, entrambi vivono e lavorano in provincia di Varese, uno al sud e l’altro al nord del territorio, «che al termine di un incubo, dopo aver rischiato di perdere tutto, hanno trovato il coraggio di denunciare – spiega , presidente dell’associazione anti racket e usura Sos Libera Italia – Oggi vedranno l’uomo che

ha minacciato di morte loro e i loro bambini, che ha applicato alle piccole somme di denaro prestate ai due piccoli imprenditori tassi di interesse che hanno toccato il 500% rispondere davanti alla giustizia delle accuse contestategli». L’incubo per i due artigiani ha inizio tre anni fa, quando la crisi comincia a mordere sul serio.

«Per diverse ragioni sono entrambi finiti negli elenchi dei cattivi pagatori – ricostruisce Bocedi – Il primo per aver pagato in ritardo la rata del mutuo, il secondo per aver pagato oltre i termini una sanzione. Sottolineo che entrambi hanno pagato il dovuto, ma il ritardo li ha inseriti nel circolo vizioso degli elenchi dei cattivi pagatori».

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