Lo strano sistema di recupero crediti gli è già costato due arresti: nel marzo 2010 sparò negli uffici di una ditta di Malnate millantando un credito. Questa mattina è finito in manette per aver dato fuoco alla macchina di un altro imprenditore che a suo dire gli doveva dei soldi. Le cifre? 200 euro nel primo caso, 150 euro nel secondo.
Le manette, oggi, sono scattate su ordinanza di custodia cautelare del gip Giuseppe Battarino: le accuse vanno dalla tenta estorsione al danneggiamento, sino al danneggiamento a seguito di incendio. L’iroso riscossore fai da te è Giuseppe C., 37 anni di Arcisate, con parecchi precedenti alle spalle. E se quanto accadde a Malnate il 31 marzo 2010, quando l’uomo si presentò negli uffici della EdilBernasconi di via Primo Maggio armato di pistola, chiedendo di essere pagato e intimando alla segretaria del direttore, unica presente in ufficio in quel momento, di sfilarsi il reggiseno e mostrare il petto dopo aver sparato un colpo contro un muro, la riscossione ai danni di un piccolo imprenditore di Varese che ha fruttato l’odierno arresto ha avuto un iter più pianificato e tenace.
Giuseppe C. sostiene di aver eseguito lavori per la vittima saldati soltanto in parte: all’appello a suo dire mancavano 150 euro. L’imprenditore, per contro, ha sempre dichiarato di aver saldato l’intera somma pattuita. In ogni caso lo scorso mese di settembre Giuseppe C. ha deciso recuperare il credito a modo suo. E
per l’imprenditore sono iniziati i problemi. All’inizio furono minacce: dammi i soldi o ti ammazzo. Poi furono le portiere rigate e sfondate della macchina. Arrivò un furterello di alcuni attrezzi. E alla fine, ad ottobre, ebbe luogo il rogo dell’auto della vittima posteggiata in centro a Varese, sotto casa dell’imprenditore. Oggi l’arresto.
E dire che per la sparatoria con richiesta di strip l’uomo era stato condannato a tre anni e sei mesi in primo grado, poi ridotti a due anni in Appello. Nell’immaginario di Giuseppe C. non ci sarebbe quindi un reato, ma il semplice esercizio di un diritto: quello di essere pagato. Senza mettere giudici e avvocati di mezzo. Lunedì l’uomo, assistito dall’avvocato Fabrizio Piarulli, sarà ascoltato dal gip in sede di interrogatorio di garanzia.
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