«Boicottiamo il caro-pedaggi. La nostra proposta è il modello svizzero della “vignette”».
Stamattina il segretario federale della Lega Nord sarà proprio dalle nostre parti, a Gallarate, per lanciare la campagna contro gli aumenti dei pedaggi autostradali, che riporta le lancette della storia leghista indietro di più di vent’anni, ad una delle prime mobilitazioni di grande impatto del Carroccio di , con l’occupazione del cantiere del casello di Cavaria all’inizio degli anni Novanta.
«Sarò a Gallarate – annuncia il segretario Salvini – innanzitutto perché la A8 Milano Varese e la A9 Milano Como si contendono il record degli aumenti più alti nell’ultima tornata a cavallo di Capodanno nonché delle autostrade più costose di tutto il mondo, quindi è giusto essere in quei territori. E poi ci sono anche motivi simbolici».
La coincidenza con uno dei momenti chiave della memoria storica leghista, per un segretario che si sta dimostrando più di lotta che di Governo, non poteva non essere colta.
«Vediamo di ripartire da lì» ammette Salvini, che pure ha appena vinto proprio contro Bossi il congresso federale. La battaglia leghista è contro «il furto» di uno Stato «che fa pagare il Nord mentre il Grande Raccordo Anulare e la Salerno-Reggio Calabria continuano ad essere gratis».
Anche se lo stesso Salvini sa di potersi aspettare le critiche di chi rinfaccerà al Carroccio di non aver ottenuto nulla sul fronte dei pedaggi quando era al governo con Berlusconi e Tremonti.
«Io guardo avanti – risponde il segretario – invece di continuare a voltarci indietro imputando colpe a Berlusconi o a Prodi, parliamo di quel che sta succedendo oggi e del fatto che in una situazione economica come quella attuale non si possano massacrare le famiglie e i lavoratori del Nord con questi aumenti dei pedaggi».
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