TICINO Nazionalità italiana, lavoro e residenza in Svizzera. E’ l’autore della lettera che punta il dito contro i lavoratori frontalieri che è stata pubblicata dal Mattino, il blog della Lega dei Ticinesi. La lettera offre uno spaccato della crisi, del precariato e della guerra tra poveri sembra essere in atto tra precari frontalieri e precari residenti in Svizzera. Ecco uno stralcio del documento:
“Premetto che non ho nulla contro i frontalieri dato che sono anch’io un italiano. Ma a differenza dei frontalieri vivo e lavoro in Ticino da circa 2 anni, ma purtroppo ero e sono tutt’ora un precario. La colpa? Dei frontalieri e delle agenzie di lavoro temporaneo che preferiscono far lavorare e far assumere chi vive nei paesi limitrofi al confine. Purtroppo anch’io lavoro per un’agenzia e per poter arrivare a fine mese devo fare i salti mortali. Attualmente lavoro in fabbrica e la paga oraria è di 13,85 CHF lordi che conti alla mano sono circa 2200 CHF lordi mensili (lavorando tutti i giorni per 8 ore). Ma è normale? In busta paga ho trattenute per circa 400 CHF, cosa mi resta? Devo pagare l’affitto, cassa malati e tutto quello che concerne per vivere, anzi sopravvivere!!! In fabbrica c’era la possibilità di assunzione ma hanno preferito impiegare due frontalieri!!! Ho notato che in quest’ultimo periodo c’è stata un’impennata delle cifre riguardanti i frontalieri. Troppe richieste e rilascio di permessi G che spesso nascondono escamotage per raggirare ostacoli di varia natura. Più di qualcuno vive addirittura in Ticino ma continua ad avere un permesso G usufruendo dei privilegi. Un esempio? Non pagare la cassa malati! Perchè non estendere l’obbligo di iscrizione ad una cassa malati anche per i frontalieri? Forse ci sarebbero più entrate finanziarie, meno frontalieri e maggiori oppurtunità di lavoro per chi vive e risiede in Ticino”.
e.marletta
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