Un palazzo visto come una specie di intruso nel quartiere, anche se è lì ormai da quarant’anni.
E la sua galleria, buia e semideserta da oltre quindici, non aiuta certo a migliorare il rapporto con il rione, che ormai ha accettato a malincuore il “Palazzo del Sole”, mastodonte piazzato nel mezzo di via Garibaldi negli anni ’60, al posto di una serie di case basse e cortili probabilmente risalenti al ‘700, come il resto del nucleo storico del quartiere dove combatterono i garibaldini.
«Stare qui sotto non è facile, per un negozio, noi siamo al limite – racconta dello Space Cash, il negozio «cash&carry» che si intravede dall’ingresso – gli affitti non sono alti, ed è per questo che accettiamo di restare qui: lo spazio è grande, e in qualunque altro posto a Varese avremmo spese più alte. Però, per segnalare la nostra presenza, siamo costretti a “sparare” musica ad alto volume per tutto l’orario d’apertura: è un modo per farci notare, perché l’insegna non basta, siamo troppo nascosti».
Il palazzo del Sole è enorme: prende quasi tutto un isolato tra via Garibaldi e via Cairoli. Decine di appartamenti, e tanti negozi ormai storici sul fronte strada, dagli elettrodomestici di Cameli in poi. All’interno c’è una vera e propria galleria, pensata per essere una galleria commerciale, con vetrine, passaggi pedonali.
Ma solo il fronte strada è occupato, con l’eccezione dello Space Cash sul lato di via Garibaldi. All’interno le vetrine restano vuote, anche perché la manutenzione non aiuta: «Lo spazio resta buio – dice ancora Rossana – perché i lucernari non bastano. Non è solo una questione di pulizia, sono troppo piccoli per questo ambiente».
Del resto il quartiere ha sempre visto con sospetto questo grosso casermone: «Venne costruito negli anni ’60 – dice , memoria storica del quartiere con decenni di impegno politico per Varese dietro le spalle – e fu subito chiaro che si trattava di un obbrobrio: un palazzo così alto, per l’epoca supermoderno, al posto dei cortili di Biumo, non si sarebbe mai veramente integrato nel quartiere. E ancora oggi, in effetti, è così».
Dalla sua costruzione, e per una ventina d’anni, la galleria del Palazzo del Sole era occupata dagli “Uffici Iva”: uffici di agenzie pubbliche dove svolgere le pratiche relative ai pagamenti dell’Iva per i tanti artigiani e commercianti che animavano il quartiere. Negli anni ’80 la svolta: gli uffici Iva chiudono, e gli spazi commerciali cercano negozianti che li occupino. Per gli spazi fronte strada non ci sono problemi, ma l’interno resta deserto.
Oggi la galleria del Palazzo del Sole diventa il regno della movida: dai graffiti ad altri “ricordini”, quello spazio diventa terra di nessuno, e la sporcizia si accumula insieme all’incuria.
Un segno di speranza, però, resta: nella vetrina successiva a quelle dello Space Cash, in un’intercapedine che si è aperta con il tempo, ha fatto il nido una famigliola di merli.
«Ci fanno compagnia – dicono i ragazzi del negozio – sono i nostri vicini di casa preferiti».
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