Disastro aereo, ritrovati due corpi, alcuni rottami e uno zaino


Brasilia, 7 giu. (Apcom)
– Dopo cinque giorni di ricerche vane, l’esercito brasiliano ha finalmente annunciato ieri di aver ritrovato due cadaveri di uomini e rottami appartenenti all’Airbus dell’Air France scomparso nella notte tra domenica e lunedì con 228 persone a bordo tra cui 10 italiani. Lo ha reso noto il colonnello Jorge Amaral, portavoce delle forze armate brasiliane. Tra gli oggetti ritrovati anche una poltrona blu dell’aereo con un numero di serie e uno zaino contenente un computer e un biglietto del volo il cui numero corrisponde a quello di un viaggiatore dell’AF 447.

Il ritrovamento è avvenuto a 640 chilometri a nord-est
dell’arcipelago di Fernando de Noronha, sulla costa
settentrionale del Brasile. “Questa mattina, alle 8.14 (le 13.14
in Italia), abbiamo avuto la conferma del recupero nell’acqua di
rottami e corpi che appartenevano al volo 447 dell’Air France”,
ha detto ieri Amaral durante una conferenza stampa a Recife.

Sul fronte dell’inchiesta gli esperti dell’Ufficio Inchieste e Analisi francese (Bea) hanno confermato di aver riscontrato seri problemi tecnici, in particolare per quanto riguarda la misurazione delle velocità – sono state notate delle incoerenze – prima che l’aereo, in volo da Rio de Janeiro a Parigi, si inabissasse nell’Atlantico nella notte tra il 31 maggio e il 1 giugno. Secondo gli elementi dell’inchiesta tecnica, l’aereo ha inviato 24 messaggi di anomalie chiamati ACARS (Aircraft Communications Adressing and Reporting System) tra le 4.10 e le 4.14 (ora italiana) della notte tra domenica e lunedì. Da questi messaggi è stata stabilita in particolare “un’incoerenza tra le velocità registrate” dalle cosiddette tube di Pitot, strumenti per la misurazione della velocità, e un guasto del pilota automatico, ha confermato Alain Bouillard, responsabile Bea dell’inchiesta tecnica. Il presidente della Bea, Paul-Louis

Arslanian, ha ammesso che altri A330 avevano avuto problemi simili nella misurazione delle velocità dell’apparecchio, cosa che ha spinto il costruttore di Airbus e i gestori di A330 a mettere a punto un “programma di sostituzione e migliorie” delle tube di Pitot che però non erano state cambiate sull’aereo sparito, ha precisato Arslanian pur affermando che non è il caso di trarre conclusioni sulla mancata sostituzione delle sonde. Tuttavia, gli esperti stanno cercando di capire se è possibile che del ghiaccio abbia compromesso la funzionalità di queste tube e quindi dei computer che regolano la velocità dell’apparecchio facendo sì che questi andasse più rapidamente o più lentamente del previsto, cosa che potrebbe essere letale in una situazione di turbolenza come quella in cui si trovava l’A330.

Con questi elementi, l’ipotesi di una bomba non è probabile,
anche se non è da escludere al 100%, ha continuato. Anche le immagini a infrarossi delle masse di nuvole non
permettono di “concludere” che ci fosse una situazione meteo
eccezionale. Diversi aerei, navi, tra cui un’imbarcazione
dell’Ifremer (Istituto francese per la ricerca e l’esplorazione
del mare) e un sottomarino nucleare francese sono stati inviati
sul luogo della tragedia.

Chb

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