Un aumento delle aste immobiliari del 350% in due anni: è solo il dato più eclatante tra quelli citati dai dirigenti provinciali e nazionali di Fiaip, la federazione italiana agenti immobiliari professionali, ieri chiamati al rinnovo delle cariche all’interno del consiglio provinciale.
Un mercato in trasformazione, quello immobiliare, che sta passando, anche a Varese, una fase di dolorosa transizione.
E le figure professionali legate a questo mercato devono adeguarsi, trovando nuovi modi per affrontare una crisi che arriva da lontano.
«Nei tribunali di Busto e Varese, fino al 2009, non si superavano le trecento aste immobiliari all’anno – dice la referente provinciale Fiaip, – nel 2011 siamo arrivati a duemilacinquecento. Nell’ultimo trimestre, tra settembre e novembre 2013, ce ne sono state duemila e cento, e alla fine dell’anno ne avremo fatte circa novemila».
Numeri che parlano, anche perché se fino al 2011 le aste riguardavano soprattutto seconde case, oggi le prime case sono una percentuale sempre maggiore degli immobili all’asta. Insieme a unità commerciali, come i capannoni delle attività artigianali.
Una situazione disperante, insomma, che chiede sforzi in più non solo agli addetti ai lavori, a anche alla politica. «È assolutamente necessario pensare a un alleggerimento del carico fiscale – dice , presidente nazionale onorario di Fiaip – oggi, infatti, un proprietario deve aspettare il 17 ottobre prima di poter portare a casa del reddito dal proprio immobile in affitto. Prima, tutto quello che guadagna va allo Stato».
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