«È notizia di questi giorni che il Miur (Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca) possa essere oggetto di una imminente riorganizzazione delle proprie direzioni generali. In quest’ambito l’ipotesi allo studio è di inglobare l’attuale dg “istruzione e formazione tecnica”, nella dg “ordinamenti scolastici”»: notizia che Giovanni Brugnoli, presidente degli industriali varesini, sottolinea ponendo una preoccupazione: «Da sempre, come Unione Industriali, siamo favorevoli a qualsiasi operazione di riorganizzazione della pubblica amministrazione in un’ottica di spending review, accompagnata da un
miglioramento dell’efficienza del servizio reso alla comunità. Quando si apre, però, un dibattito come questo, sull’opportunità o meno dell’accorpamento di una direzione a capo di una specifica branca della formazione così fondamentale per il nostro Paese, è opportuno mettere subito dei paletti». Innanzitutto «che non venga meno l’attenzione all’istruzione tecnica e che qualsiasi tipo di riorganizzazione non infici il buon lavoro portato avanti anche sul nostro territorio dal sistema produttivo manifatturiero con il mondo delle scuole».
La cosa importante, sottolinea Brugnoli «è che non venga meno un interlocutore istituzionale per la messa in opera dei molti cantieri aperti per la rivalutazione della formazione tecnica e professionale: l’alternanza scuola/lavoro, i comitati tecnici scientifici delle scuole dove operano ormai molti imprenditori del territorio al fianco dei docenti e dei presidi, gli Its. Tutti fronti sui quali, anche in provincia di Varese, sono stati raggiunti buoni risultati in un’ottica di innovazione del rapporto scuola e impresa. Misurabili anche coi numeri».
Come quelli che Univa ha messo in campo negli ultimi due anni scolastici con il nostro Progetto Generazione d’Industria: 55 studenti avviati in stage, 60 ore di formazione per l’aggiornamento dei docenti delle scuole, 26 incontri di confronto tra imprenditori e rappresentanti delle scuole, 8 visite aziendali che hanno coinvolto dirigenti scolastici e professori, 54 studenti premiati con borse
di studio consegnate al termine dei due anni scolastici, 48.600 euro di borse di studio consegnate. «La formazione tecnica, soprattutto in un territorio altamente manifatturiero come quello della provincia di Varese dove il 33% della forza lavoro è impiegata nell’industria, è un patrimonio da salvaguardare e da valorizzare. Speriamo che la giusta operazione di spending review del Ministero ne tenga conto».
Varese
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