Il Pm10 supera i livelli di guardia e scatta il blocco della circolazione e la riduzione dei gradi in case e negozi.
Da domani, fino al rientro dell’emergenza smog, non potranno circolare i mezzi Euro 0 benzina, Euro 1 e 2 diesel e le temperature, in abitazioni e luoghi pubblici, non potranno superare i 21 gradi centigradi.
Ma la qualità dell’aria varesina resta tra le peggiori in Italia e a farne le spese sono i nostri polmoni.
In base allo studio che ha esaminato concentrazioni di polveri e ossidi di azoto e mortalità a lungo termine in 13 località europee, il rischio di morire anzitempo per i varesini è del 30-35% più alto che altrove.
Basta infatti un aumento di cinque microgrammi per metro cubo delle polveri sottili (Pm 2,5), e il rischio di mortalità cresce del 7%. A Varese l’aumento supera i 30 mg/m3 e i livelli di guardia nello scorso anno sono stati ampiamente sforati per ben 17 volte in dodici mesi.
«Purtroppo la situazione è ben nota – commenta l’assessore alla Tutela Ambientale, – Ma il potere delle pubbliche amministrazioni al riguardo è minimo».
«Possiamo limitarci a emanare delle ordinanze come quella del blocco della circolazione che scatta da domani, ma se l’aria è inquinata non è una nostra responsabilità».
Non si può certo obbligare i cittadini a lasciare le auto in garage e a usare i mezzi pubblici, «sta alla coscienza di ognuno – sottolinea – Come del resto non possiamo chiedere ai varesini di spegnere i riscaldamenti».
Il 65% dell’inquinamento atmosferico è infatti dato dall’utilizzo degli impianti termici. Per questo anche la regolamentazione delle temperature è entrata a far parte dei provvedimenti amministrativi.
«Da domani fino a nuovo ordine, anche i caloriferi dovranno essere abbassati. Nei luoghi pubblici e nelle abitazioni la temperatura massima consentita sarà di 21 gradi». E quest’anno i controlli per identificare chi non rispetta le regole saranno intensificati.
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