«I milioni in arrivo dalla Svizzera sono 120, non 160 come comunicato in dicembre. L’Italia ha deciso di stanziarne 40, non solo 15. E per quanto riguarda i cantieri, si concluderanno probabilmente prima i nostri».
Ci tiene a raccontare la versione italiana dei fatti Orazio Iacono, direttore commerciale di Rfi, la parte di Ferrovie dello Stato che si occupa della manutenzione e dell’adeguamento di binari, gallerie e stazioni.
Tutto parte da una nota diffusa pochi giorni fa da Hupac, colosso svizzero del trasporto merci che ha scelto Busto come sede italiana.
Una scelta che deriva dalla politica svizzera sul trasporto merci: con un referendum del 1992, infatti, i cittadini svizzeri decisero di rinunciare ai mezzi su gomma per prediligere i treni.
Da qui è partito il progetto Alptransit, che coinvolge anche l’Italia, e la Lombardia in particolare: le gallerie che corrono sotto il Gottardo hanno un senso, infatti, solo se inserite in un contesto europeo, sull’asse «Reno-Alpi».
Dal confine svizzero, quindi, in Lombardia si collegheranno due assi principali: la linea di Chiasso, in provincia di Como, e la Luino-Gallarate, che dovrebbe costituire l’asse portante verso Hupac e verso Malpensa.
Nella nota di lunedì 28 luglio, Hupac parla di un incremento del 3,8% del traffico merci, ma denuncia anche «l’insufficiente qualità di gestione che si riscontra nella rete ferroviaria, un fattore deleterio per il trasferimento del traffico. Cantieri, incidenti, guasti tecnici e scioperi hanno gravato sulla qualità operativa nella rete ferroviaria».
Iacono, però, non ci sta: «Tra il 2013 e il 2014, in termini di affidabilità, non è cambiato nulla. Quando si parla di puntualità in questo campo, infatti, ci si riferisce a treni partiti entro trenta minuti, e siamo al 77%».
Un livello perfezionabile, certo, ma Iacono elenca le ragioni di quel 23% di ritardi, e il quadro della situazione cambia: «Il 20% è dovuto al gestore della rete, il 10% a cause esterne, mentre il 70% dei ritardi è da imputare all’impresa che gestisce i treni, il personale e il carico. In questo caso, stiamo parlando di Sbb Cargo, impresa svizzera che trasporta le merci a cavallo del confine».
E non è finita: «Per quanto riguarda i lavori legati ad Apltransit, c’è la possibilità che arriviamo noi italiani prima degli svizzeri. Sulla linea di Chiasso i lavori sono già in corso, il termine previsto è dicembre 2016, mentre gli svizzeri arriveranno con tutta probabilità nel 2019».
«Noi, in quel periodo, dovremmo essere in dirittura d’arrivo con i lavori di adeguamento della Luino-Gallarate, oggi in fase di progettazione, e per cui in Regione è già partito un tavolo per coordinare il trasporto merci con quello passeggeri e per ascoltare le istanze dei comuni attraversati dalla linea». Dalla centrale svizzera di Hupac, però, arriva la conferma alle posizioni di Rfi: «Le situazioni più critiche per quanto riguarda le linee le riscontriamo nell’Europa centrosettentrionale, non in Italia».
Il colosso svizzero, quindi, riconosce l’impegno di Rfi «nell’adeguamento delle infrastrutture: il “corridoio quattro metri” sulla Luino-Gallarate procede rapidamente, e l’Italia risulta in anticipo rispetto ad altri paesi europei».
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