MALPENSA Un giorno a Malpensa rivela il volto della città che rappresenta l’aeroporto in tempo di crisi. E i tanti volti che lo attraversano.
C’è chi, a Malpensa, ne approfitta per farsi un giro. Per mangiarsi il patacrò di Spizzico o buttare l’occhio sulla vetrina dei negozi, ci fosse mai qualche spunto interessante in saldo oltre le proposte della provincia.
La crisi si fa sentire anche qui e non solo per il traffico in pista, diminuito rispetto al passato, che mostra aziende in ginocchio e migliaia di lavoratori in cassa integrazione. Lo stesso numero dei negozi di Malpensa è sceso, perlomeno prima degli imbarchi, nella zona libera. Le vendite si reggono sulla specializzazione.
In compenso da un paio di mesi, c’è la slot room: ci passano un po’ tutti, dal passeggero col trolley per le mani, al dipendente aeroportuale con tanto di divisa ancora addosso.
Il volto della crisi diventa ricerca di una qualsiasi somma da vincere. O la possibilità di svernare al caldo. Sono infatti sempre di più i pensionati che si rivolgono al “last minute”, bancone al piano arrivi: con 500 euro si va a Sharm per una settimana e con 1.200 si passano sette notti e nove giorni a Santo Domingo, tutto compreso.
Intanto è tempo di saldi in aeroporto. Vi aderiscono quasi tutti i punti vendita, ad eccezione dei marchi extralusso.
Nel 2011, a Malpensa, sono passati 19.087.069 passeggeri con un + 2 per cento rispetto all’anno precedente e un + 4 per cento sui voli di linea, segnale positivo nella voglia di ripresa dello scalo penalizzato da Linate.
Ma un solo auspicio accomuna tutti: che si smetta di togliere voli da questo scalo. Che vuole vivere.
OGGI UNA PAGINA CON LE CURIOSITA’, L’INTERVISTA AL FARMACISTA HAMDAN E ALTRI ASPETTI DI MALPENSA
m.lualdi
© riproduzione riservata













