La proposta: stop alle bottiglie Al bar l’acqua nelle brocche

La proposta: stop alle bottiglie Al bar l’acqua nelle brocche

Il consumo dell’acqua in bottiglia va a discapito dei consumatori, non solo dell’ambiente. Per questo motivo anche Legambiente Varese aderisce alla campagna “Imbrocchiamola”, lanciata a livello nazionale dall’associazione, per promuovere l’utilizzo dell’acqua del rubinetto, anche in tavola. La campagna si propone di creare una rete di esercizi pubblici, bar e ristoranti, in cui sia possibile bere acqua del rubinetto in brocca, anziché nella tradizionale  bottiglia. «È buona, sicura e controllata quotidianamente, rispetta l’ambiente ed è a chilometri zero – spiega Letizia Menzaghi del circolo Legambiente Varese – non esistono leggi che obblighino all’utilizzo dell’acqua in bottiglia. Gli esercizi che aderiranno alla campagna riceveranno materiali utili per spiegare la scelta, diventando dei veri e propri punti di diffusione della cultura dell’acqua pubblica». Secondo i dati Istat, la fiducia delle famiglie italiane nei confronti dell’acqua del rubinetto negli ultimi anni è aumentata: nel 2002 il 40 per cento non si fidava a bere acqua del rubinetto, mentre nel 2011 il rapporto è calato a tre famiglie su dieci. Responsabile del cambio di mentalità

anche il costo dell’acqua in bottiglia: la spesa media di una famiglia per l’acqua minerale in bottiglia è di circa 19 euro mensili, cifra pari a quanto si paga il servizio di fornitura dell’acqua potabile. «Per tutti questi motivi  sempre più famiglie, anche a Varese, iniziano a chiedersi perché dovrebbero pagare l’acqua due volte» dice Menzaghi. L’acqua in bottiglia è un vero business e i contraccolpi economici vanno ben oltre la lista della spesa delle famiglie varesine: il giro d’affari in tutta Italia supera i due miliardi di euro e riguarda 168 società per 304 diverse marche commerciali. A questo si aggiungono i contraccolpi ambientali per la produzione e l’uso di oltre sei miliardi di bottiglie di plastica, create utilizzando 456 mila tonnellate di petrolio, con l’immissione in atmosfera di più di un milione di tonnellate di CO2. «Le casette dell’acqua sono sempre più diffuse anche nella nostra provincia. Ora ci aspettiamo un passo avanti anche da Palazzo Estense» conclude Menzaghi, rivolgendo un messaggio chiaro e forte all’amministrazione Fontana. C. Fra.

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