Bella ma poco “furba” Turista fai da te

Bella ma poco “furba”  Turista fai da te

Benvenuti nella Città Giardino. Il messaggio compare solo a Bizzozero, davanti alla BTicino, per iniziativa dei vulcanici bizzozeresi. Per il resto il turista che arriva in città si sente a dir poco abbandonato.

I cartelli che segnalano parchi e giardini ci sono, ma disposti con un ordine difficile da decifrare. Per esempio, se un turista in automobile arriva a Varese dall’autostrada, uscendo sulla provinciale del lago, trova più di un pannello che lo invita a visitare Villa Recalcati.

Ma, se lo stesso turista dovesse entrare in città da via Magenta o dalla Svizzera, di Villa Recalcati non troverebbe traccia. Ed è un peccato, vista la bellezza del parco dove sono state recentemente installate anche delle sculture di arte contemporanea.

Un caso a parte è lo Iat, l’ufficio di informazioni e accoglienza turistica: come è giusto che sia, tale servizio è oggetto di una segnaletica vastissima, disseminata in tutta la città. Peccato che lo Iat sia collocato in via Romagnosi, una strada laterale pedonale, poco visibile, e soprattutto che non si può raggiungere in automobile. Immaginiamo il povero turista che arriva all’imbocco di corso Matteotti con l’auto: come fargli capire che deve prima trovare un parcheggio e poi tornare a caccia dell’ufficio? Cosa dire poi dei parchi pubblici, prerogativa della città giardino? I cartelli si trovano solo in prossimità degli ingressi. Villa Toeplitz è un vero e proprio gioiello di architettura dei giardini, ma lo scopre solo chi ha la fortuna di passare per Sant’Ambrogio.

Stessa cosa per Villa Mylius, il parco più grande della città, le cui indicazioni compaiono solo quando si è praticamente dentro. I parchi, ahimè, sono trattati alla stregua dei cosiddetti siti di importanza minore, come la chiesa della Madonnina in prato, la chiesa di San Giorgio, la madonnina di Bobbiate, etc. Più facile dirigersi verso i giardini Estensi, i musei civici o il castello di Masnago, le cui indicazioni compaiono più o meno su tutte le più grandi arterie cittadine.
In assoluto l’attrazione più segnalata è Villa Panza. Segue Ville Ponti, forse per facilitarne la ricerca ai tanti che partecipano ai convegni.Le rotonde dove ci sono più cartelli, e che pertanto rappresentano punti nevralgici per l’orientamento, sono tra via Sanvito Silvestro e via XXV Aprile e Casbeno.

Nella prima si trovano indicazioni per arrivare praticamente ovunque, Torre di Velate compresa. Anche nella rotonda del cimitero di Casbeno c’è una grande abbondanza di cartelli marroni, che spaziano dal lago di Varese al Sacro Monte e al Campo dei Fiori. Grande assente l’isolino Virginia. Il museo Bertoni, invece, è indicato bene a partire da via Sacco: prima è difficile trovare qualche cartello che parli di lui.

E il ciclo-turista riesce a capire come muoversi? Le indicazioni per la ciclabile del lago sono sparute. Le si incontra sulla Sp1, insieme a una gran vastità di cartelli di toponomastica dialettale, di sicuro fascino per chi studia le lingue, ma di ben poca utilità pratica per chi sta andando a caccia di bellezze varesine. Figurano indicazioni per gli alberghi, ma senza specificare quali siano “bike hotel”.

© riproduzione riservata

Aggiungi La Provincia di Varese tra le fonti preferite su Google