Profughi, la Chiesa è pronta «Ma serve l’aiuto di tutti»

La Chiesa varesina è pronta a sedersi intorno a un tavolo per valutare un piano di accoglienza di nuovi migranti.

Di fronte alla proposte di accoglienza a Varese – in particolare a quella della Cgil di Varese, sezione immigranti, che chiede lo spazio della Brunella per accogliere nuovi profughi a Varese – la risposta della Chiesa varesina è unanime: “parliamone”.

Sì perché prima di proporre sarebbe bene capire le esigenze e verificare l’effettiva disponibilità degli spazi oltre alla loro adeguatezza al tipo di destinazione.

«Grazie a Dio il seminario di Venegono è pieno di seminaristi che verranno a lavorare anche nella zona di Varese. È bello pensare a delle soluzioni, però prima di indicare il dove occorre pensare a un progetto insieme – dice monsignor , vicario episcopale di zona -. Questo per evitare che la società civile scarichi sulla Chiesa problemi che deve affrontare. In ogni caso la Chiesa è pronta a collaborare nelle forme più corrette e con progettualità condivise».

Apertura al dialogo per contribuire insieme ad affrontare la questione migranti c’è anche da parte del prevosto di Varese, monsignor : «Parliamone insieme quando abbiamo dati concreti da valutare».

È bene fare il punto delle strutture che in città la Chiesa ha già messo a disposizione e mantiene. La Caritas attraverso l’associazione “Intrecci” garantisce l’ospitalità agli asilanti negli edifici di via Conciliazione e via Pola, poi ci sono gli ospiti della Casa San Carlo, in uno stabile recuperato da case parrocchiali, dove vivono senza tetto stranieri e italiani, e di recente a questo si aggiungono altri appartamenti per un totale di 19 ospiti.

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