È arrivata la terza rata della Tares e i commercianti non ci stanno. La tassa su igiene ambientale e servizi lascia molte perplessità e gli esercenti chiedono prima di tutto di capirci di più.
Le cifre sono notevolmente aumentate per alcune categorie rispetto all’anno precedente e, come se non bastasse, in molti stanno ricevendo proprio in questi giorni l’avviso di pagamento con bollettino annesso e la scadenza è per tutti il 31 ottobre. Difficile recuperare in fretta i soldi per poter pagare, soprattutto quando in questo periodo difficile non si è incassato abbastanza.
Premesso che le applicazioni della legge nazionale hanno visto un riallineamento dei parametri (ecco perché alcune categorie, come fruttivendoli, bar, ristorazione, benzinai, florovivaisti hanno avuto incrementi esponenziali), fatto ricalcolando le effettive aliquote spettanti per il 2013, va considerato anche che Varese non è ai massimi tra tutti i Comuni italiani. Detto ciò i commercianti chiedono un dialogo, ipotizzano una proroga della scadenza del pagamento, sebbene una rateizzazione non sia possibile, perché di fatto le quote sono già suddivise in rate.
In questo caso, infatti, si tratta della terza, ed è in arrivo la quarta, già annunciata nell’avviso di pagamento ricevuto in questi giorni.
Le cifre? Da 1.300 a 3.000, fino anche a 6.000 euro, ma c’è chi raddoppia: «Sono 12.700 euro circa, con il calcolo delle tre rate e siamo in attesa della quarta – afferma il titolare del Nibbio di Masnago, – dall’ultimo bollettino arrivato il calcolo è questo. Mi chiedo, ma questi qui vivono con noi o altrove? Io non contesto la Tares ma come l’Aspem calcola la tassa sui metri quadri. Devo pagare il servizio spazzatura anche sulla cantina dove tengo tavoli vecchi o le sedie, spazi che ovviamente non sono destinati ai clienti. Vorrei far vedere quanta reale spazzatura produciamo, ci sono condomini che ne fanno il quadruplo. Differenziamo moltissimo. E che dire della plastica e qui si parla anche di un servizio, perché la ritirano ogni due settimane. Si capisce cosa significhi per chi ha un ristorante. Per quanto riguarda i rifiuti non vedo l’ora si vada a peso».
Il locale è valutato su 808 metri quadri: «Se considerano anche lo spazio esterno, allora perché non me lo fanno pagare solo per due mesi, visto che il tempo a Varese è quello che è. Senza arrabbiature o polemiche, mi chiedo dove andremo a finire, le vedo le famiglie che ormai da 2-4 volte al mese vengono in pizzeria solo una volta. Sarò polemico alll’incontro di Confersercenti, quando era il momento dov’erano? E il momento non è adesso».
Dal grande al piccolo, è questione di proporzioni:
, titolare di un negozio di fiori in via Salvo D’acquisto, Zona Brunella, ha ricevuto la terza rata della Tares di 580 euro circa, i metri quadri del suo esercizio sono solo 34. «In proporzione è una tassa molto alta – dice la titolare – e mi sono fatta i conti, il servizio costerebbe più o meno 10 euro a sacco. Io facevo già anni fa una raccolta differenziata, quando ancora non esisteva il servizio. Oggi la raccolta avviene due volte a settimana, ma i sacchi che ci consegnano sono di un materiale speciale, come quelli dell’umido per i privati, e si rompono facilmente, quindi non solo devo spezzettare i rami, ma non posso riempire più della metà di ogni sacco, se no si rompe, in totale quindi sono tre 3 mezzi sacchi a settimana».
La Tares include i servizi: «Pretendono tanti soldi e poi il servizio scarseggia – aggiunge Nicora – questa estate mi hanno lasciato i sacchi fuori per tre settimane, cioè per sei volte non sono passati a ritirarli. All’incontro di Confesercenti di domani non potrò esserci, ma ho sentito il Corvi che ci sarà (negozio di fiori in Corso Matteotti, ndr) anche lui ha ricevuto una terza rata altissima». Domani sarà battaglia.
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