Cinquant’anni dopo l’alunno torna in aula Denunciato dal prof

«Mi ha riportato in aula dopo 50 anni». Scuote la testa l’ex alunno ormai adulto e lontano dall’età della scuola elementare mentre esce dall’aula gup del tribunale di Varese dove era entrato in qualità di imputato.

Capo d’accusa: diffamazione a mezzo stampa. A trascinarlo davanti al giudice il temutissimo maestro delle elementari e i suoi familiari più stretti.

La vicenda è bizzarra e narra la storia di un poeta di Banzi (l’ex alunno) reo di aver messo in versi proprio l’esperienza vissuta in classe tanti anni fa davanti a quell’insegnante dal comportamento fermo e severo che tanto timore in lui aveva suscitato.

I versi, racchiusi in una raccolta web dal titolo “Latrati”, sono finiti sul sito del poeta che, tra le rime, citava il maestro con nome e cognome.

L’insegnante, a distanza di 50 anni, si è ritrovato così protagonista del web: la raccolta di poemi infatti avrebbe anche avuto un discreto successo.

Il maestro, nel frattempo trasferitosi a Varese, non ci ha pensato due volte e, dopo essersi visto così descritto – «giacché di quelle quattro ore, che con lui la classe trascorreva, le sue botte ciascun temeva e viveva sempre nel terrore, più che mai quando veniva arrabbiato, perché un maschio ancora non gli era nato» – non ha esitato denunciando l’ex alunno. Con lui hanno ricorso anche i figli, proseguendo la causa anche dopo la morte del padre dileggiato.

Figli che hanno visto il padre definito addirittura come un educatore manesco: «Un giorno anche il mio turno arrivò: il maestro in geografia m’interrogò, ma est con ovest malauguratamente io scambiai, e per la prima volta addosso mi pisciai: su di me improvviso s’avventò e due ceffoni, pesanti mi suonò con tutti e due i suoi manoni» scrive infatti il poeta.

Aggiungendo: «A darti dell’idiota non lesinava, se al volo la lezione uno non imparava». E gli eredi del maestro non hanno perso temopo e hanno voluto difendere il buon nome paterno nonché la professionalità di un insegnante che mai, durante la sua lunga carriera, ha ricevuto lamentele da parte di alunni, genitori o colleghi.

Ieri mattina il gup avrebbe dovuto decidere se rinviare a giudizio o meno il poeta di Banzi, giunto a Varese dalla Basilicata per spiegare le proprie ragioni, ma in realtà non è nemmeno entrato nel merito. Il reato contestato, infatti, era prescritto da tempo.

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