Le castagne svizzere le salveranno i varesini. È fiducioso per il futuro , coordinatore del consorzio Castanicoltori di Varese, perché le contromisure messe in campo per contrastare il parassita killer delle castagne, il cinipide, stanno iniziando a dare i risultati sperati. E presto, inevitabilmente, i benefici arriveranno anche nei boschi del Canton Ticino, nonostante l’opposizione di Berna.
Il cinipide è arrivato nei boschi del Varesotto qualche anno fa: un insetto che attacca in particolare i castagni, ricoprendo le foglie con le galle, bozzoli all’interno dei quali crescono le larve.
Le galle soffocano le foglie, quindi le piante non riescono a dare frutti. Ma nel maggio 2011 è stata introdotta nei boschi del consorzio la vespa torymus, l’antagonista naturale del malefico insetto: «L’aumento di produzione di quest’anno dimostra che introdurre la torymos è stata la scelta giusta – dice Piccinelli – anche se siamo ancora lontani dai venticinque quintali del 2009, la tendenza è comunque a crescere. E questo nonostante un’annata con un clima non proprio ideale per la produzione».
Nel 2012, infatti, in tutti i terreni del consorzio vennero raccolte solo ventisei castagne. Praticamente nulla. Quest’anno, invece, la torymos ha fatto egregiamente il suo lavoro, permettendo a Piccinelli e ai suoi soci di raccogliere circa cinque quintali.
Per questo motivo ha destato scalpore tra gli addetti ai lavori il fatto che l’Ufficio federale dell’ambiente di Berna, nonostante le pressanti richieste dei castanicoltori svizzeri, non abbia ancora dato il via libera per l’introduzione della vespa benefica in territorio elvetico.
Eppure i castagni svizzeri, soprattutto nel Mendrisiotto e nel Sopraceneri, stanno soffrendo una grave infestazione di cinipide, che porta a conseguenze disastrose per i castanicoltori ticinesi. Piccinelli, però, ancora una volta invita all’ottimismo: i varesini salveranno gli Svizzeri.
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