La super Tares ne bastona 1.500 Ma fa lo sconto a tremila attività

Le nuove tariffe per l’igiene ambientale hanno aggravato il costo per oltre 1.500 attività. Ma quelle che invece prima pagavano troppo, e adesso si sono viste diminuire il peso fiscale, sono molte di più, ovvero oltre 3.500.

Dati alla mano, secondo quanto emerge dalla tabella del gruppo di lavoro del consiglio comunale sull’ex Tia, vediamo come un aumento delle pressione fiscale abbia colpito esattamente 1.667 attività, a partire dalle categorie quali fioristi, ristoranti e benzinai, per fare solo gli esempi più eclatanti.

I ristoranti hanno infatti subito anche aumenti fino al 70% rispetto alle vecchie tariffe Tia stabilite nel 2005.

L’apice però vede gli impianti sportivi, di cui la maggior parte di proprietà comunale (e qui l’ironia che il Comune, per adempiere ai termini di legge, finisce per darsi da solo la mazzata), con il rincaro fino al 200%.

Ad esempio gli ortofrutta hanno visto aumentare la Tares da poco più di 17 euro al metro quadro a 31 euro circa. I ristoranti da 17 a 29 euro. I benzinai e gli impianti sportivi, appunto, da un euro a tre euro.

Se la tariffa è bassa al metro quadro, l’aumento è però esponenziale. Lo stesso per gli uffici delle pubbliche amministrazione, il cui costo a metro quadrato per la tariffa è praticamente raddoppiato, passando da un euro ad oltre due.

Queste categorie, tuttavia rientrano tra le 1.667 attività che hanno subito il rincaro. Tra le 3.563 che invece hanno avuto un risparmio ci sono le botteghe (falegname, fabbro, idraulico ed elettricista) che sono passate da 6,64 a 4,48 euro al metro quadro. Le attività industriali da 6,8 euro a 3,8. Insomma, queste categorie hanno un risparmio tra il 38% e il 48%.

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