«Se riparte l’edilizia ripartiamo tutti»

L’associazione dei costruttori compie 70 anni nella crisi: persi 7mila posti e 400 imprese in tre anni. Il presidente Saibene: «I Comuni non investono e la politica è distante. Vicini alla gente con internet»

– Con una contrazione pesante alle spalle, che ha prosciugato il numero di dipendenti (scesi a quota 5.400 dai 12.500 del 2012), il settore dell’edilizia nel Varesotto guarda all’anno appena iniziato con un pizzico di fiducia e anche un rammarico: i Comuni, alle prese con le ristrettezze economiche e con la quadratura dei conti, rischiano di non avere progetti nei loro cassetti da tirare fuori, quando i fondi potrebbero invece esserci.

«Il settore ha conosciuto un lungo periodo di crisi – dice il presidente di Ance, Orlando Saibene – ma a livello nazionale vi è il segnale di una ripresa delle gare pubbliche che ci fa sperare non in una svolta, ma almeno in un segnale positivo».
La fotografia scattata dai numeri parla di circa 600 imprese attive nel settore delle costruzioni a fine 2014, contro le mille che si registravano due anni prima.
«Il settore ha perso molto in termini occupazionali – ammette Saibene – come d’altro canto è successo un po’ in tutto il Paese. Il ridimensionamento ha riguardato più pesantemente il numero degli addetti».
Le cifre, tradotte in percentuale, sono ancora più schiaccianti: si parla di oltre il 50% di posti di lavoro in meno.
A togliere ossigeno alle imprese sono stati soprattutto i tagli al settore pubblico che hanno quasi azzerato le gare d’appalto. «A ciò – dice Saibene – va aggiunto che, seppure ci siano dei fondi non spesi per alcuni capitoli, come le reti idrogeologiche e l’edilizia scolastica, i Comuni del territorio da noi interpellati nelle ultime settimane non hanno al momento alcuna progettualità su questi fronti».
Eppure i segnali di incoraggiamento potrebbero arrivare anche da una serie di norme oggi più che mai necessarie.

«La politica deve capire – sottolinea Saibene – che il settore dell’edilizia ha la caratteristica di fungere da moltiplicatore degli investimenti che si fanno, e per questo è fondamentale per l’economia». Il desiderio di ripartire, visto da questo osservatorio speciale, è tanto: «Il messaggio che diamo alle imprese è che nulla, dopo questa crisi, sarà più come prima. E anche quando il periodo negativo sarà passato, occorrerà cambiare il nostro modo di agire

e di stare sul mercato».Un appello che arriva dall’associazione costruttori proprio nell’anno in cui il sodalizio compie 70 anni di vita. «Furono 80 gli imprenditori del settore sul nostro territorio che si misero insieme nel giugno del 1945 – ricorda Saibene – Era un momento difficilissimo, a guerra appena conclusa: fecero una grande scommessa».Dopo 70 primavere oggi l’associazione guarda avanti e soprattutto pensa a quali strumenti mettere in campo per aiutare le imprese.

«Presentiamo il nostro nuovo portale – aggiunge il direttore di Ance Varese, Juri Franzosi – che vuole essere uno strumento di lavoro per le imprese e un forte segnale anche per istituzioni e cittadini».
Per le imprese la piattaforma web (www.ancevarese.it) sarà una finestra aperta su tutto quello che riguarda, ad esempio, normativa e formazione, potendo offrire sempre spunti e approfondimenti anche grazie al sistema della bilateralità.
Ma c’è anche un aspetto che riguarda i cittadini, per i quali il nuovo portale costituirà l’occasione per conoscere le imprese che aderiscono al mondo Ance e ai suoi principi di riferimento, garantendo affidabilità e rispetto delle regole.
«Per noi questa è una sfida – conclude Saibene – che in questo anno particolare per la nostra associazione assume un rilievo ancora maggiore».