Revisioni truccate alla motorizzazione Mano pesante del pm

Scandalo Motorizzazione civile: il pm chiede pene pesanti.

Le richieste della procura sono comprese tra i cinque e i tre anni per ingegneri infedeli e giostrai corruttori.

Ancora un’udienza fiume per il maxi processo che vede 88 persone davanti al giudice per l’udienza preliminare, . In 28 hanno chiesto di patteggiare. Tra questi c’è, 40 anni, ingegnere della Motorizzazione di Varese considerato il vertice di un sistema che ha portato nei mesi decine di giostrai e autotrasportatori a rivolgersi proprio agli uffici varesini per far revisionare i propri mezzi.

Secondo l’accusa sostenuta dal pubblico ministero quelle revisioni erano del tutto fantasma: i mezzi, risalenti in alcuni casi agli anni ’60, che mai avrebbero superato un’ispezione reale e regolare, tante volte non raggiungevano nemmeno il piazzale.

Con una mazzetta che oscillava dai 100 ai 250 euro a mezzo la revisione veniva aggiornata: nessuno esaminava i camion ma dalla documentazione risultava tutto in regola e per mesi. Soprattutto i bilici utilizzati per spostare le giostre dei parchi divertimento itineranti, hanno continuato a circolare su strada pur non avendone titolo «con grave rischio – scrivono gli inquirenti nelle carte – per la sicurezza degli utenti».

Con Biason è considerato al vertice dell’organizzazione il collega ingegnere, il quale non ha però chiesto di essere ammesso al rito abbreviato a differenza dell’ingegnere. Il gup deciderà sul suo rinvio a giudizio in sede di altra udienza.

Il pubblico ministero ha infine chiesto una condanna a tre anni e otto mesi per , altro dipendente della Motorizzazione considerato però un gregario di Biason e Tomeo.

Sul versante corruttori è stato ammesso al rito abbreviato , giostraio di Borgomanero, considerato dagli inquirenti il “capo” dei corruttori. Una sorta di collettore che, sondando le esigenze dei colleghi, raccoglieva libretti e mazzette e teneva i contatti con la Motorizzazione in rappresentanza di diversi soggetti: i quali, ed è nelle intercettazioni, si lamentavano ad esempio di aver dovuto pagare troppo. Lamentele che Galli riferiva puntualmente a Biason. L’accusa per lui ha chiesto due anni e dieci mesi.

Infine chiesta una condanna a tre anni per , 61 anni, di Varese, titolare di un’agenzia di pratiche auto in città: secondo l’accusa avrebbe in alcuni casi procacciato clienti a Biason e Tomeo intascando poi una percentuale sulle mazzette.

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