Disoccupazione dei frontalieri Roma, primo sì per i 270 milioni

La situazione è nota da mesi. Con una decisione arbitraria, l’Inps aveva stabilito che a partire da settembre 2012 ai frontalieri italiani in Svizzera che hanno perso il posto di lavoro non venga più pagata l’indennità di disoccupazione speciale, che spetta loro in forza di una legge dello Stato italiano, riducendo il diritto a una semplice indennità ordinaria di disoccupazione.

In concreto, si passa dall’importo della disoccupazione speciale, pari al 50% del salario percepito in Svizzera, all’indennità ordinaria nettamente inferiore: con l’Aspi (Assicurazione sociale per l’impiego) si parla di 1120 euro lordi al mese.

Sul piano della durata, l’indennità speciale per i frontalieri disoccupati spetta per dodici mesi, mentre quella ordinaria soltanto per otto. Inoltre non si può dimenticare che i soldi del fondo per pagare la disoccupazione speciale ci sono, ammontano a oltre 280 milioni di euro, e sono stati versati dai lavoratori frontalieri attraverso le trattenute sulla loro busta paga. 

«Privati di un diritto»

Così, il Parlamento ha impegnato il Governo ad adottare opportuni provvedimenti per ripristinare la corretta applicazione della legge  147.

«Esprimo soddisfazione per l’approvazione da parte della Camera dei deputati – scrive in una nota la senatrice grillina, -, con il sostegno del Movimento 5 Stelle, della mozione presentata dall’opposizione in favore dei lavoratori frontalieri».

La Bignami precisa che i 280 milioni di euro contenuti nel Fondo a gestione separata dell’Inps debbano essere utilizzati esclusivamente per pagare i trattamenti speciali di disoccupazione per i frontalieri.

«Tali fondi non possono essere destinati ad altri scopi perché a questo sono finalizzati. I lavoratori italiani frontalieri nei mesi scorsi si sono visti privare di un loro diritto». 

Un esercito di circa 60 mila frontalieri che «rappresentano una risorsa per il sistema produttivo Svizzero e per l’economia delle province italiane di confine».

Soddisfazione anche da parte del senatore del Carroccio,

. «Per i frontalieri sono giorni abbastanza felici, è stata sbloccata anche la questione Arcisate-Stabbio. 

Un passo avanti in termini di coscienza – commenta – Ora il Governo deve tenere conto di quanto approvato in Parlamento, la preoccupazione è che ci sia un’accondiscendenza di carattere politico senza che poi seguano atti concreti».

Per la consigliere regionale, , si tratta «di una vittoria per tutto il Carroccio che da tempo si batte su più fronti per vedere riconosciuto un diritto sacrosanto dei lavoratori frontalieri delle province di Varese, Como e Sondrio».n V. Des.

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