Il treno beffa tasche e ambiente Milano val bene un viaggio in auto

Trenord rincara e tornano convenienti le quattro ruote: Gpl batte rotaia 5,50 a 6,10 euro. Inquinamento e traffico “ringraziano”. Legambiente provoca: «Comprate le azioni»

Viaggiare in treno è più caro: scattano gli aumenti dei biglietti e degli abbonamenti. Più 4% al mese per i pendolari ferroviari tra Varese e Milano. E con i prezzi dei carburanti in calo, l’automobile torna ad essere competitiva. Alla faccia dell’ambiente.
«Trenord costa di più ma non migliora il servizio – protesta Altroconsumo, l’associazione che ha promosso la class action contro Trenord per il “default” del dicembre 2012 – Senza scampo i pendolari: da febbraio 2015 aumentano del 4% i prezzi degli abbonamenti settimanali, mensili e annuali, compresi quelli di Malpensa Express».

Per chi viaggia sulla direttrice Varese-Milano Garibaldi, l’abbonamento mensile passa da 90 a 94 euro, per un aumento di quasi il 4%. Sul Malpensa Express si passa da 77 a 80 euro per il mensile e da 739 a 769 per l’annuale. Ancor più significativa, il 5%, l’incidenza degli aumenti sui prezzi dei biglietti singoli: da Varese a Milano da ieri si pagano 6,10 centesimi, contro i 5,80 euro di gennaio. Vuol dire spendere 60 centesimi in più sul viaggio di andata e ritorno: da 11,60 euro a 12,20 euro.
Facendo due conti in tasca a chi si muove verso la metropoli, il treno continua a rimanere sicuramente conveniente solo grazie alla formula dell’abbonamento, anche se i rincari pesano. Ma con i prezzi dei carburanti in netto calo, l’opzione-gomma torna ad essere competitiva: con un’auto a diesel da Varese bastano 7,10 euro, tra pedaggi autostradali e benzina, per raggiungere il parcheggio di Lampugnano (costa appena un euro per quattro ore più il biglietto della metropolitana), mentre addirittura con un’auto a metano il viaggio è più economico del treno, circa 5,50 euro, contro il biglietto singolo di Trenord da 6,10 euro (sempre che non si debba pagare il parcheggio in stazione). Se avete un’auto a benzina, calcolate invece circa 8,50 euro.

Ecco perché disservizi e rincari rischiano di spingere i varesini verso l’odiata Autolaghi invece che nelle stazioni, con buona pace per le politiche anti-inquinamento. Eppure, fa notare il report di Altroconsumo, denunciando il gioco sulla pelle dei pendolari, «parametrando il costo del servizio alla qualità, oggi la Regione dovrebbe ridurre i prezzi, non aumentarli. Annunciare un piano di miglioramento nel futuro applicando da subito aumenti è una mossa furba, ma non c’è più tempo per le parole vuote di

sostanza». Per Legambiente Lombardia a questo punto ai pendolari non resta che reagire: «Manager e politica non ci ascoltano e il problema ferroviario non si risolve, anzi, si aggrava da quando si è compiuto il matrimonio tra Fnm e Fs» sottolinea il responsabile trasporti . Che lancia la proposta provocatoria, ma non troppo, di «comprare azioni di Ferrovie Nord per partecipare dall’interno alle decisioni, visto che le proteste non bastano ed i titoli di viaggio non bastano per godere di diritti».

Per dare il buon esempio Balotta ha acquistato 80 azioni per un totale di 46 euro.