LAVENO MOMBELLO «Una vela si è schiantata nel Maggiore». Questo l’allarme risuonato nel tardo pomeriggio di ieri da Cerro di Laveno Mombello. Quando ai centralini del numero unico d’emergenza è arrivata, intorno alle 17.45, la segnalazione. Lanciata da una donna.
Il riferimento, stando a quando emerso, era ad un parapendio oppure ad un deltaplano finito nel Verbano. Probabilmente fuori controllo.
Sul posto, nei dintorni della località Cerro, in via Reno, si sono così precipitati i soccorritori del 118 e i vigili del fuoco di Varese e carabinieri, nel tentativo di ricostruire con precisione l’accaduto.
La segnalazione, infatti, è stata considerata subito attendibile e suffragata da altre testimonianze simili provenienti dall’area di Cerro. Per questo sono state contattate le scuole di volo della zona ed in particolare la “Icaro 2000” di Laveno Mombello, che ha il suo campo atterraggi, proprio in via Cittiglio. «Abbiamo ricevuto la richiesta di informazioni – conferma Christian Ciech, istruttore della scuola Icaro 2000 e già campione del mondo di deltaplano – ma tutti i nostri equipaggi sono rientrati alla base».
Esclusi problemi per quanto riguarda i soci della Icaro sono stati passati al setaccio anche altri punti di partenza dei deltaplani e dei parapendio. Compresi quelli della sponda piemontese. Ma senza alcun esito.
Resta comunque aperta l’ipotesi di un incidente occorso ad un mezzo a motore. Forse appartenente a qualche appassionato straniero che autonomamente utilizza i campi della Icaro.
«Dal monte Nudo, dove si parte per il volo libero, ieri sarebbe stato impossibile raggiungere l’area di Cerro. Se invece si tratta – chiarisce Ciech – di una vela a motore il discorso è diverso. Perché, pur restando nel campo delle ipotesi, il raggio di provenienza potrebbe allargarsi fino a coprire almeno un centinaio di chilometri.
E questa, nel mistero, è probabilmente l’ipotesi che potrebbe trovare più credito proprio alla luce delle condizioni meteo del pomeriggio di ieri».
In ogni caso l’imponente macchina delle ricerche si è messa in moto nel tentativo di individuare l’eventuale “vela” finita nel Maggiore. Con vigili del fuoco, guardia di finanza, carabinieri, protezione civile che, nonostante il buio, hanno iniziato a perlustrare il lago antistante la zona di Cerro.
Operazioni rese complicate dalla visibilità, nonostante i potenti fari utilizzati. Nonostante questo, però, nessun risultato.
In tarda serata le ricerche sono così state sospese. Per riprendere oggi al sorgere del sole.
Alessio Pagani
s.bartolini
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