In Lombardia il loro stock complessivo supera il valore di 22 miliardi di euro (3,4 miliardi in provincia di Varese, che – dopo quella di Milano – raccoglie il maggior numero di sottoscrizioni a livello regionale). Essi sono garantiti dallo Stato Italiano e possono essere rimborsati in ogni momento, assicurando inoltre il rimborso del capitale investito e degli interessi maturati a prescindere dalle temporanee condizioni di mercato.

La storia del risparmio postale si è intrecciata strettamente al percorso di sviluppo economico e sociale dell’intero Paese. Investendo i propri risparmi nei Buoni fruttiferi, gli italiani hanno infatti messo a disposizione dello Stato le risorse necessarie alla realizzazione di opere pubbliche e infrastrutture fondamentali per il progresso dell’Italia.

Nel corso degli anni Cassa depositi e prestiti e Poste Italiane hanno ampliato la gamma dei prodotti fino ad arrivare a 12, ritagliandone l’offerta su ciascuna delle diverse tipologie ed esigenze del risparmiatore, con un riscontro sempre più significativo in termini di volumi di risparmio affidati a Poste Italiane. La prima emissione di Buoni risale a marzo del 1925 nei tagli da 100 (il primo nell’ufficio postale di Varese 1), 500, 1.000 e 5.000 lire. Dai 30 milioni totali investiti in quell’anno si è arrivati in poco tempo (1928) alla cifra esponenziale 1500 milioni di lire.














