VARESE È scaduto ieri il termine per candidarsi a diventare «rilevatore» del Comune di Varese.
In pratica, si trattava di entrare a far parte di un elenco di nominativi disponibili a realizzare incarichi attinenti il programma statistico nazionale 2012 – 2014 e il censimento della popolazione e delle abitazioni (dal 21 novembre al 10 marzo 2012).
Le domande pervenute sono state 60. Quasi tutte da laureati, giovani sotto i 30 anni, residenti in provincia.
Secondo l’ufficio del personale del Comune, le domande sono state poche rispetto alle aspettative. I profili degli aspiranti rilevatori, inoltre, sono molto qualificati.
«Il dato si può leggere in due modi – dice Marialuisa Troncia, coordinatrice delle politiche del lavoro del Comune di Varese – Per quanto riguarda i laureati, da una parte ci sono molti giovani che, in attesa di trovare un lavoro che incontri le loro aspettative, fanno un po’ di tutto. Dall’altra ci troviamo di fronte a un momento difficile per chi cerca lavoro e tutte le opportunità nel settore pubblico fanno gola a chi ha una laurea e spera di potersi poi inserire in un altro ambito».
Per partecipare alla graduatoria serviva un diploma di scuola media superiore. I diplomati che hanno inviato la candidatura, però, sono molti meno dei laureati. Secondo Troncia, «se da una parte ci sono persone che hanno un diploma tecnico che apre diverse porte, dall’altra ci sono molti giovani diplomati inoccupati, che (come molti laureati) hanno perso la speranza di trovare un lavoro. Il tasso di inoccupazione è molto alto. Spesso i giovani perdono le speranze e non cercano più nulla, perdendo opportunità».
«Faccio almeno 40 colloqui alla settimana – continua la coordinatrice – Quello che emerge dai ragazzi è una scarsissima conoscenza del mondo del lavoro. Non hanno idea delle possibilità offerte dal territorio e di rado sono disposti a uscire dall’ambito nel quale hanno studiato. Invece, soprattutto in questo momento, serve la flessibilità. Vedo che per un giovane è difficile orientarsi, un problema che si somma alla carenza di posti di lavoro. L’idea che hanno del mondo del lavoro è distorta e lontana dalla realtà. Pochi hanno anche le idee chiari sugli sbocchi professionali aperti dalla loro laurea».
Chi è laureato può essere addirittura penalizzato nella ricerca di un lavoro non propriamente da “dottore”. «Per esempio, spesso un supermercato assume più volentieri una ragazza senza laurea per fare la cassiera perché teme che una laureata stia lì poco e sia pronta a lasciare il posto per svolgere mansioni più attinenti ai suoi studi».
Le politiche del lavoro del Comune di Varese sono disponibili per incontri di orientamento. Info: 0332/25.54.42.
Adriana Morlacchi
s.bartolini
© riproduzione riservata












