Il sindaco Pd a Renzi «Basta Berlusconate»

Aimetti (Comerio) è un dirigente provinciale Democratico. Su facebook il siluro contro l’annuncio del premier

– No alle “berlusconate” e priorità al taglio delle tasse sul lavoro più che a quella sulla casa. , sindaco del Comune di Comerio, dirigente provinciale del Pd, responsabile del settore economia del partito del premier, commenta come sempre senza peli sulla lingua le esternazioni del Presidente del Consiglio sull’abolizione totale della tassa sulle abitazioni, promessa a partire dal prossimo anno.
Un argomento caro e storicamente legato al centrodestra e al governo Berlusconi, che ovviamente ha aperto un dibattito tra i primi cittadini sia di centrosinistra, tra perplessità e mille paletti da piantare, che di centrodestra.

Aimetti lancia un sasso nello stagno su Facebook, dove in un post prende posizione sul promesso taglio alle tasse locali. «Sarei già contento se non ci tagliassero più niente – scrive il primo cittadino che di mestiere fa l’imprenditore – Per me viene prima una sana e significativa manovra sul lavoro piuttosto che questa idea alla Berlusconi prima maniera».
Sempre sul popolare social network, Aimetti fa l’esempio del Comune di Comerio da lui guidato da quattro anni. «Ma se un Comune non applica già le tasse sulla prima casa da due anni e questo anche per non creare disagi burocratici ai cittadini ed è in fiduciosa attesa della nuova local tax e poi di colpo gli si dice che queste tasse non ci saranno più ma che comunque gli verrà restituito il minor gettito, mi chiedo cosa gli si restituisca se non introita niente» si domanda retoricamente l’esponente del Pd che raggiunto telefonicamente precisa la sua posizione.

«La mia vuole essere una critica costruttiva all’interno di un partito che sta portando avanti riforme importanti – sottolinea il sindaco – oggi la vera sfida è il lavoro, che costa troppo; se chiedessimo a un padre di famiglia se preferisce pagare la tassa sulla casa o che il figlio abbia qualche possibilità in più di trovare un lavoro sceglierebbe sicuramente la seconda». Il Pd insomma rimetta a fuoco le vere priorità. «Lasciamo perdere le “berlusconate”, la flat tax di Salvini, che ci porterebbe alla bancarotta o il no euro di Grillo – conclude Aimetti – Torniamo a fare le cose di buon senso e il pil italiano crescerà dell’1.5% anziché dello 0.3%». Di tutt’altro avviso il sindaco

di Varese , che non crede alle promesse di Renzi e teme che a pagare il conto saranno gli enti locali. «Come successo con l’operazione degli 80 euro, dove il Governo aumentando le tasse ha incamerato 90 euro, facendo però bella figura e lasciando ai sindaci il ruolo degli affamatori» dichiara il primo cittadino del capoluogo che oggi sarà a Roma a una riunione dell’Anci proprio per discutere di tasse locali. «Quella di Renzi è disperazione – conclude Fontana – al di là delle parole i fatti sono drammatici; proprio oggi (ieri ndr) ho ricevuto un pensionato che campa con il minimo che gli passa il Comune; le risorse si possono trovare combattendo gli sperperi nella pubblica amministrazione».

Sull’abolizione della tassa sulla prima casa pongono paletti precisi due sindaci del Pd. «È importante dire dove si trovano le risorse certe per questa operazione, ad esempio dalla lotta all’evasione fiscale e tagliando gli sperperi dei ministeri – commenta , sindaco di Brenta – altrimenti i Comuni, che sono l’ultimo baluardo di credibilità dello Stato, rischiano di saltare».
«Sinora tutte le volte che i Governi hanno messo mano alle tassazione a pagare sono sempre stati i Comuni – dichiara , sindaco di Casciago – bene l’eliminazione della tassa sulla casa, ma a dicembre i Comuni devono sapere con certezza l’entità dei fondi di cui possono disporre l’anno successivo».