Taxi di Varese e i turni su Malpensa: tutto da rivedere!

Le decisioni della Regione Lombardia non sono eque: privilegiano solo i professionisti dell’area di Milano.

– I tassisti di , proprio non ci stanno: la bozza presentata dalla Regione Lombardia il 23 luglio 2015, dopo aver convocato la prima riunione della Conferenza del servizio Taxi così come previsto dal Regolamento Regionale Taxi, .

I tassisti di Varese e quelli bergamaschi lo hanno detto chiaramente pochi giorni fa alla presenza delle , del e dell’, che si sono fatti carico di portare queste richieste alle loro rispettive istituzioni cercando di sensibilizzarle il più possibile sul da farsi.

La Regione Lombardia, infatti, con la bozza citata aveva deciso di spostare completamente la causa Milanese aggirando la Legge Quadro 21/92, la legge Regionale 22/98 ed il Regolamento Regionale Taxi del Bacino Aeroportuale Lombardo X/1602 approvato dal Consiglio Regionale il 4 aprile 2014. .

I turni detti non seguono quanto riportato nell’articolo 37 comma 2 del Regolamento Regionale Taxi: «L’inizio del primo turno della giornata avviene nel territorio della provincia di appartenenza del Comune che ha rilasciato la licenza (aeroporti inclusi) e solo dopo 1 ora dall’inizio del turno è possibile l’accodamento fuori dal territorio provinciale». Il Comune di Milano, invece, ha posto all’inizio dei turni
che permette ai tassisti di Milano di presentarsi “vuoti” al di fuori del loro territorio provinciale di appartenenza – sugli aeroporti di e – e dare così il via al loro turno senza alcuna . Nuovi turni sono stati comunicati successivamente dalla Regione, ma anche questa volta senza interpellare alcun comune del bacino.

Una sintesi dell’accaduto era doverosa per poter spiegare le richieste dei tassisti di Confartigianato: solo tre ma mirate a dare a tutti i professionisti del Bacino Aeroportuale le stesse opportunità di lavoro:

1) , da parte della Regione Lombardia, dell’ora “falsa” nei turni

2)inviati da Confartigianato Imprese alla Regione dopo varie riunioni svolte con tutti i tassisti delle province di Varese e Bergamo,

3) e del
, comma 5 lettera d, dove si specifica la possibilità per qualsiasi Comune del bacino d’introdurre nuovi turni, sempre in rispetto dell’art. 37 del medesimo Regolamento.

Ora la parola passa nuovamente alla Regione: i tassisti attendono, ma questa volta sperano nel pieno coinvolgimento di tutte le parti per offrire un vantaggio competitivo al territorio. E alla sua utenza.