– Gli universitari fanno di tutto per arrivare al momento del grande passo verso il mondo del lavoro preparati e competenti. E le aziende sanno di poter contare sulle università del territorio per trovare giovani talenti da inserire nelle loro realtà.
E oggi i laureati sono molto più “pronti all’uso” di un tempo, perchè durante il loro percorso universitario, spiega Alberto Coen Porisini, rettore dell’Università dell’Insubria «i tirocini e le esperienze in laboratorio li avvicinano già molto alle dinamiche aziendali».
Perché le imprese, oggi più che mai, «cercano molto più di semplici competenze» sottolinea il rettore, anzi, quelle sono per così dire scontate: «Le imprese quando fanno selezione oggi guardano molto la personalità dei candidati, fanno molta attenzione a tutte le esperienze acquisite nel corso degli studi e cercano capacità di relazione che vadano oltre il loro talento».
E le occasioni non mancano, spiega Luigi Rondanini, responsabile dell’ufficio placement dell’Università Liuc: «Gli studenti che escono da ingegneria sono i più richiesti: per la nostra facoltà di ingegneria gestionale le figure più ricercate sono in area di produzione, logistica. Le richieste arrivano da aziende manifatturiere ma anche le società di consulenza sono spesso alla ricerca di ingegneri gestionali». Anche la facoltà di economia, dove l’80% degli studenti di Liuc trova impiego entro un anno, le possibilità sono diverse: «A cercare laureati in economia sono soprattutto società di consulenza e revisione – racconta Rondanini – e qui interessano un po’ tutte le funzioni:
dal commerciale al marketing fino a tutte le funzioni di base come il controllo di gestione, amministrazione e così via». Meno possibilità concrete offre in questo momento la facoltà di giurisprudenza: «Lo sbocco più naturale è quello dell’avvocatura, ma il mercato è piuttosto saturo». Ci sono però altre possibilità: «Nelle aziende ad esempio, negli uffici legali: ma qui la preparazione deve essere davvero eccellente e vengono richieste capacità molto trasversali».Più in generale però, cosa cercano le aziende nei ragazzi? «Soprattutto persone che abbiano arricchito il loro curriculum scolastico con esperienze diverse» spiega Rondanini «che non si siano limitate solo allo studio in aula».
Fondamentale è la conoscenza della lingua inglese «ma è sempre più gradita la conoscenza anche di un’altra lingua europea».
E poi contano molto le esperienze sul campo «come gli stage e periodi di studio all’estero, che dimostrano apertura».
Anche il curriculum di studio deve essere impeccabile: «La laurea nei tempi offre un vantaggio in più così come il voto che deve essere preferibilmente dal 100 in su».
E, crisi o no, le imprese che cercano ci sono, racconta Rondanini: «Noi abbiamo un database di oltre 5.500 aziende che si rivolgono a noi, alle quali mandiamo sempre gli elenchi dei laureati e che, quando hanno bisogno ci fanno richiesta di candidati».
Una volta arrivata la domanda da parte dell’impresa si mette in moto la ricerca e, trovato il candidato ideale, parte la proposta, sia essa di stage, collaborazione e quant’altro: «Lo scorso anno – conclude Rondanini – abbiamo gestito in tutto circa 3.500 proposte tra stage e altro».













