«Presenteremo una mozione in ogni consiglio comunale per chiedere l’abolizione del patto di stabilità».
E il fronte sarà largo, perché la manifestazione di questa mattina, il “No patto day” lanciato dal sindaco di Varese in maniera trasversale e senza bandiere di partito è stato un successo.
Se il Pd a livello comunale non ha aderito, il segretario provinciale democratico , che è anche responsabile del dipartimento finanza locale di Anci Lombardia, è invece stato presente, «perché quella sul patto di stabilità è una battaglia degli enti locali contro il livello centrale che non ha colore politico».
E Fontana, che è presidente di Anci Lombardia: «Siamo l’unico Paese al mondo con il patto di stabilità che colpisce gli enti locali. Il Governo ci impone non solo di far quadrare i conti, ma di accantonare soldi, in modo tale che a livello centrale possano dire di avere i conti in ordine.
Peccato che il risultato lo ottengano impedendo a tutti i Comuni di spendere». Entrando nel concreto, ben 20 milioni di euro di opere non realizzate a causa dell’obbligo di rispettare il patto, in questi ultimi tre anni. A Varese, il Comune ha dovuto ridimensionare le proprie spese per 8,3 milioni in media all’anno.
«Il Governo ci obbliga ad accantonare soldi – spiega l’assessore al Bilancio (Pdl) – e contemporaneamente ci taglia i trasferimenti. Il Comune si trova così a svolgere un ruolo che è improprio, ovvero quello di incassare soldi in altri modi». Insomma, anziché lavorare per i servizi al cittadino, il Comune si ritrova come una specie di azienda che deve fatturare.
© riproduzione riservata













