Poretti contro l’aumento dell’accisa sulla birra

«Aumentano le accise sulla birra. E così un sorso di birra su tre se lo berrà il Fisco»

Questo il motto di Assobirra che ha lanciato una petizione contro l’aumento delle accise. Un rincaro del 12,5 per cento partito il 10 ottobre scorso, destinato a crescere ancora, a gennaio 2014 e poi nel 2015. Questo significa che al consumatore di luppoli, la birra costerà di più. Inevitabilemente, anche quella “made in Varese” dello stabilimento Poretti (Gruppo Carlsberg) subirà un incremento.

Ma andiamo con ordine. L’8 agosto e il 12 settembre 2013, infatti,  il Governo ha varato due decreti legge contenenti “misure urgenti”, rispettivamente, in materia di beni culturali e di istruzione. Entrambi prevedono, come copertura economica di alcune voci di spesa, l’aumento delle accise sulle bevande alcoliche già soggette a questa imposta (su tutte le altre l’accisa continua ad essere pari a zero).

 «Il valore dell’accisa sulla birra in Italia sarà non più il triplo, ma il quadruplo di Germania e Spagna – spiega Alberto Frausin, amministratore delegato Carlaberg Italia e Presidente Assobirra – Da sempre, ogni volta che occorre trovare velocemente risorse aggiuntive per le casse dello Stato, si parla di aumentare le accise sull’alcol. Anche se ad aumentare non sono le accise sull’alcol, ma solo le accise sulla birra, i liquori e i distillati». In realtà un consumatore, spesso, non sa che quando compra una bottiglia di birra da 66 centilitri del costo di un euro, 37 centesimi sono di tasse.

«Entro lunedì sapremo che cosa avrà deciso di fare il Governo. Se dovesse decidere di proseguire in questa direzione, ci sarà un’inevitabile contrazione del mercato e il consumatore facilmente pagherà la birrà 15 centesimi in più». E se oggi una confezione da tre di birra Bock a marchio Poretti, prodotta nello stabilimento di Induno Olona, costa 2,35 euro, il rischio è che nel 2015 raggiunga quota 2,65 euro. 

«Lo stabilimento di Varese sta andando benissimo, è un prestigio per il Gruppo Carlsberg: un patrimonio in provincia di Varese sotto tutti punti di vista, stiamo facendo investimenti importanti su tutti i fronti». 

Ma il rischio, secondo Frausin, è che in un mercato molto piccolo come quello della birra in Italia, fatto di molte aziende giovani, l’ulteriore aumento delle accise porterà gli investitori a scegliere altri Paesi.

«Le multinazionali da cui dipendiamo si domanderanno: conviene investire in Italia?»

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