Sorpresa, siamo una città per giovani: tutto merito dei quattrini e del lavoro

Secondo l’indice di vivibilità giovanile, calcolato dalla Camera di Commercio di Monza e Brianza, siamo l’undicesimo capoluogo di provincia in tutta Italia

Varese è sempre più una città per giovani: l’undicesimo capoluogo di provincia in tutta Italia, mentre un anno fa era al quattordicesimo posto, secondo l’indice di vivibilità giovanile calcolato dalla Camera di Commercio di Monza e Brianza.

Grazie al lavoro e alle opportunità economiche, più che per i servizi e l’istruzione. Il dato è certamente lusinghiero: in un anno Varese è cresciuta di tre posizioni nella classifica dell’indice di vivibilità giovanile, stilata dall’Ufficio Studi della Camera di commercio di Monza e Brianza, prendendo in considerazione più di venti indicatori che mettono a raffronto parametri economici, demografici e sociali. Tra cui tasso di occupazione e di disoccupazione giovanile, dinamismo imprenditoriale dei giovani, densità di imprese under 30, tasso di imprenditorialità dei giovani stranieri, incidenza di imprese giovanili in crisi, e sotto il profilo delle tendenze demografiche e sociali il peso della popolazione giovanile e dei servizi alla persona legati ai giovani (impianti sportivi, locali di ritrovo e di socialità, luoghi di cultura, rete distributiva). Il quadro che ne esce vede Genova guidare la “top ten” delle città “più dinamiche”, con un indice di 17 punti, davanti a Rimini, Savona, Milano e Prato. A quota 15, all’undicesimo posto, c’è Varese, che nel 2014 era quattordicesima con 14,3 punti, a tre punti da Prato che guidava la graduatoria con 17,3 punti.

A livello regionale, Varese perde una posizione: era seconda dietro Milano, mentre quest’anno è scavalcata da Bergamo, anche se solo di un soffio. Scendendo nel dettaglio degli indicatori, si scopre che sono soprattutto il lavoro e le opportunità economiche a trainare Varese alle porte della “top ten” delle città italiane più young-friendly. Per quanto riguarda il parametro “lavoro”, che tiene conto dei tassi di occupazione e disoccupazione giovanile, Varese si piazza al dodicesimo posto assoluto, quarta città lombarda dopo Lecco, Bergamo e Monza, con dati che negli ultimi

anni sono crollati in modo verticale, in linea con una perdita di occupazione da record per la nostra provincia. Passando alle “opportunità economiche”, Varese è quattordicesima in assoluto, seconda in Lombardia solo a Milano, in una graduatoria dominata dalle province del sud, che mostrano maggior dinamismo per le imprese under 30. Varese rimane fuori dalle prime trenta posizioni della classifica invece per quel che concerne i servizi per i giovani, essenzialmente di intrattenimento (Rimini, Livorno e Lucca ai primi posti, con Milano, Brescia e Bergamo uniche città lombarde).

E, a sorpresa, per l’istruzione (calcolato sul numero di biblioteche attive), indicatore in cui la Lombardia piazza solo Pavia tra le “top 30”. Insomma, se il terreno economico è fertile per i giovani, a Varese c’è ancora qualche passo in avanti da fare sul tempo libero e sulle opportunità culturali e di svago.