Riforma della burocrazia A luglio la scuola

Via libera alla riforma della pubblica amministrazione, articolata in un decreto e in un disegno di legge delega. Entro giugno, poi, seguiranno la riforma del Welfare e della Giustizia, lo Sblocca-Italia entro luglio e un provvedimento ad hoc sulla scuola.

Il governo non si ferma e ieri, al rientro del premier Matteo Renzi dal viaggio in Oriente, ha varato una serie di provvedimenti «che danno risposta alle richieste di riforma che ci chiedono gli italiani».

«Interveniamo con decreto legge sul ricambio intergenerazionale, con la modifica del trattenimento in servizio, per creare 15 mila posti nel pubblico. Riduciamo inoltre di molte ore i permessi sindacali nella pubblica amministrazione», ha sintetizzato il premier in conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri. « Sono 44 punti, è un passo importante», ha replicato in risposta a chi, come i sindacati, accusa l’esecutivo di «fare solo annunci».

In serata, Marianna Madia, ministro della pubblica Amministrazione, ospite di «Otto e mezzo», ha spiegato: «I Corpi di polizia rimarranno cinque, ma dovranno quanto più accorpare i servizi». E poi ha aggiunto: «Le Prefetture saranno ridotte, ma non nelle zone critiche ad alto tasso di criminalità». Cambiano poi le modalità di trasferimento dei dipendenti pubblici, uno dei nodi che aveva fatto alzare le barricate ai sindacati. «Ora, anche senza nullaosta dell’amministrazione che ti deve cedere, se tu vuoi andare in un’amministrazione che ha una carenza d’organico maggiore, puoi andare lo stesso», ha sottolineato il ministro. Il tutto mentre la mobilità diventa obbligatoria entro i cinquanta chilometri. Precisazioni sono poi arrivate sui 15 mila posti di lavoro promessi da Renzi. La strada scelta infatti è quella di cancellare «la norma che consente di rimanere oltre l’età della pensione». «Non sono prepensionamenti – ha sottolineato il ministro – sono post pensionamenti. Diciamo: se arrivi all’età della pensione, vai in pensione. E se sei in pensione non puoi lavorare per la pubblica amministrazione». Sullo stop ai trattenimenti in servizio si è previsto «un regime transitorio onde evitare che gli uffici direttivi degli organi della magistratura o dei Tribunali fossero decapitati o azzerati dalla sera alla mattina».

In arrivo anche un pacchetto di taglio dei costi per le aziende, quantificato in due miliardi di tasse in meno. Il decreto prevede la «riduzione del 50 per cento del diritto camerale». Si tratta dei diritti annuali che le imprese pagano alle Camere di commercio. È «un bel risparmio per le imprese», ha rimarcato Renzi. Previsto anche il taglio del 10% delle bollette energetiche. Ma su questo punto ha rimandato alla conferenza stampa prevista oggi dei ministri Guidi e Padoan.

Sempre ieri, avviato l’esame del decreto legislativo sulla semplificazione fiscale con la dichiarazione precompilata «che scatterà nel 2015», ha confermato il presidente del Consiglio.

E ancora: «Eliminiamo il diritto di rogito per i segretari comunali». Ai segretari resterà «il loro stipendio, che è più che sufficiente», afferma. Per gli avvocati dello Stato viene ridotta la percentuale sulle spese legali, che è del 75%, e «cala al 10%» e si prevede «che quando il giudice assegna la compensazione che oggi è fino al 50%, la compensazione diventa zero». «Abbiamo ottenuto il consenso della conferenza Stato-Regioni e da oggi abbiamo la possibilità di dire che tutti gli ottomila Comuni avranno lo stesso modulo per la Scia e il permesso a costruire». Si tratta, spiega, di un «modulo unico nazionale per tutti i Comuni, nella logica della semplificazione». Tra le misure approvate anche «il decreto ministeriale del ministro Madia di concerto con Padoan sull’identità digitale, che darà il codice pin per avere accesso a ogni tipo di intervento amministrativo, dal Comune alla Provincia alla Regione allo Stato centrale».

Approvati anche due decreti, uno legato all’ambiente e uno all’agricoltura e un terzo relativo alle misure per la competitività e la semplificazione. Confermate entro giugno la riforma del Welfare e della Giustizia, lo Sblocca-Italia entro luglio e un provvedimento ad hoc sulla scuola.

«Noi andiamo avanti e garantisco che faremo l’interesse dell’Italia: in tutto il mondo, ne parlavo col ministro Padoan, c’è una richiesta di concretizzazione e che il processo di riforma vada avanti», ha detto il presidente del Consiglio. «Proprio oggi (leggi ieri, ndr) – ha aggiunto Renzi – ho incontrato degli investitori anche internazionali disposti a investire nel Paese. Non ho preso il 40% per stare a vivacchiare. Mentre qualcuno passa la giornata a vedere cosa fa un senatore noi stiamo rivoluzionando l’Italia».

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