Ok agli inerti “di frontiera” «Da noi i rifiuti svizzeri»

Approvato ieri al Pirellone il progetto di legge sugli scarti edili. Marsico: «Solo previo controlli». Allarme dai grillini: «Una beffa»

Via libera in Consiglio regionale all’accordo sulla gestione transfrontaliera dei materiali inerti: «Recepite le preoccupazioni, fondate, dei territori. La nuova disciplina sarà operativa solo quando sarà attiva la filiera dei controlli» sottolinea il presidente della commissione ambiente(Forza Italia), relatore insieme all’altra varesina(Lega Nord). Protesta il Movimento Cinque Stelle: «Una beffa – secondo – mandiamo in Svizzera la “terra buona” e ci prendiamo i rifiuti edili».

È stato approvato ieri al Pirellone il progetto di legge Marsico-Brianza che ratifica l’accordo tra Lombardia e Canton Ticino sulla gestione degli inerti “di frontiera”. Il documento impegna i contraenti a disciplinare scambi commerciali di materiali inerti per l’edilizia (sabbia e ghiaia) dalla Lombardia al Ticino e di materiale di scavo non inquinato (terra e rocce) e rifiuti edili di origine minerale (da costruzioni e demolizioni) dal Ticino alla Lombardia. I materiali potranno transitare da tutti i valichi di frontiera, sia su gomma che su ferro, con procedure agevolate di sdoganamento e favorendone il riutilizzo per il ripristino di cave dismesse e altre operazioni di recupero nei territori di confine. «Discipliniamo ciò che oggi avviene nel limbo – sottolinea il forzista Marsico – l’accordo era perfettibile, perciò, rispetto alle preoccupazioni, fondate, dei territori, abbiamo approvato una risoluzione che subordina la nuova disciplina all’avvio della filiera dei controlli». La legge prevede infatti l’istituzione di un gruppo tecnico che definirà procedure di gestione e di controllo. Via libera anche ad un ordine del giorno Pd per la compensazione alle Province di Varese e Como delle spese di manutenzione strade per il maggior afflusso di mezzi pesanti.

Ma per la gallaratese , consigliera del Movimento Cinque Stelle, «l’intesa è una beffa per i cittadini dei territori confinanti. Noi mandiamo a loro materiali inerti per edilizia come sabbia e ghiaia, ovvero “terra buona”, e loro ci mandano rifiuti edili, inerti, di origine minerale, cioè “scarti” che oltretutto andranno controllati, per verificare che non contengano materiali inquinanti. Non capiamo cosa ci guadagneranno territorio e cittadini varesotti: avremo più rifiuti, più traffico e inquinamento per il loro trasporti, più cave e danni alle strade che dovranno riparare i comuni su cui transiteranno migliaia di camion pesantissimi».