Artigiani in fiera, è ancora «il miglior veicolo» per raccontare le nostre eccellenze produttive e sfondare sui mercati internazionali. I segreti del successo? Preparazione, incentivi e aggregazione. Ma per i piccoli non è una sfida facile.
All’edizione 2014 di Artigiano in Fiera, che è iniziata sabato e si concluderà l’8 dicembre, ci sono anche trenta imprese della provincia di Varese, sostenute dai voucher messi a disposizione della Camera di Commercio. «Fondamentali» a detta degli stessi piccoli imprenditori.
Perché per un artigiano, che non ha un reparto commerciale ma si arrangia da sé e con i propri collaboratori più fidati, sacrificare tempo, energie e risorse per prendere parte ad una manifestazione fieristica non è una passeggiata.
Martedì l’assessore alle Attività Produttive, ricerca e innovazione di Regione Lombardia Mario Melazzini è stato in visita alla «vetrina mondiale» di Artigiano in Fiera, incontrando alcuni artigiani delle diverse province presenti, tra cui la piccola impresa Ghismo Entertainment di Cuasso al Monte.
«Il futuro è artigiano – sostiene l’assessore – è un settore in cui creatività e innovazione sono protagoniste. Regione Lombardia crede nel comparto e vuole investire per valorizzarlo».
I bandi per incentivare le presenze alle fiere internazionali, in Italia e all’estero, sono parte dell’investimento, con le Camere di Commercio.
C’è da chiedersi se sopravvivranno ai tagli, è una delle preoccupazioni che agita i piccoli.
Perché «la partecipazione alle fiere serve ancora, eccome. Rimane uno dei migliori veicoli promozionali per le imprese» secondo Riccardo Comerio, presidente di Provex, il consorzio per l’internazionalizzazione della Camera di Commercio di Varese, principale punto di riferimento provinciale per le fiere internazionali, con ben 31 presenze organizzate nel corso dell’anno.
«Anche nell’epoca delle nuove tecnologie e dei social network, non c’è niente di più efficace del contatto umano che si crea con il buyer o con il potenziale cliente nel corso di una fiera – sottolinea Riccardo Comerio – per chi, come la nostra piccola e media impresa, fa della qualità e dell’eccellenza il proprio marchio di riconoscibilità, non c’è miglior modo per raccontarsi e per far capire e far toccare con mano il valore dei propri prodotti e la passione con cui vengono curati».
«Tanto più che ormai gli eventi fieristici sono sempre più specializzati e pertanto in grado di portare l’impresa direttamente in contatto con il target mirato che risponde alle proprie esigenze».
Anche pianificare la partecipazione alle fiere non è semplice, per i piccoli: «I nostri artigiani sono abituati a produrre, più che a vendere i propri prodotti – sottolinea il presidente di Cna Varese Franco Orsi – Qualche anno fa ricordo i corsi di marketing organizzati da Camera di Commercio per gli espositori di Artigiano in Fiera, per spiegare come approcciarsi e dialogare con i visitatori. Non ci si può improvvisare».
Un altro aspetto «fondamentale», sempre secondo il presidente Orsi è l’aggregazione: «Se più artigiani che svolgono attività complementari si mettono insieme per esporre un’intera filiera produttiva, risultano più interessanti, anche visivamente, e più attrattivi. Fare rete è sempre difficile ma in questi casi è una necessità, soprattutto per la nostra categoria».













