– E lo ha fatto da ospite, su Radio 24, della trasmissione di , che ha invitato il borgomastro varesino a parlare della lotta contro i questuanti che l’amministrazione comunale, attraverso la Polizia Locale sta portando avanti da tempo. E la richiesta che Fontana ha fatto al ministro è quella di poter utilizzare i soldi sequestrati ai mendicanti che vengono fermati per pagare la sanzione loro comminata. In questo modo, il Comune disporrebbe di fondi da utilizzare, ad esempio, proprio sulla sicurezza. «Non ci vogliamo certo accanire contro queste persone che chiedono la carità ai semafori –
ha spiegato Fontana – ma intendiamo bloccare lo sfruttamento che c’è dietro di loro. Siamo sicuri infatti ci sia un’organizzazione criminale che gestisce questa sorta di “tratta” dei questuanti».«E i soldi che vengono loro donati dai cittadini finiscono quasi interamente a questa organizzazione. Quindi, quando una persona dà una monetina, non sta facendo la carità a chi la dà, ma in pratica va all’organizzazione». L’argomento era stato presentato in radio, prima dell’intervento del sindaco, con una certa dose di ironia, perché dal momento che la discussione era sul tema della sicurezza, vedere i questuanti come “minaccia” appariva eccessivo.
È solo dopo la spiegazione sul “racket” che c’è dietro i mendicanti che si è capito il motivo dell’interesse della giunta varesina debellare il fenomeno. Insieme a Fontana è stato ospite il giornalista e scrittore . Durante la trasmissione c’è stata una parentesi imprevista sul parcheggio alla Prima Cappella, dal momento che ha chiamato in radio un ascoltatore, che si è qualificato come attivista del Movimento 5 Stelle di Varese, e ha criticato per il progetto dell’autosilo l’amministrazione.
Fontana ha risposto ribadendo la sua posizione, e criticando, pur senza citarlo per nome, il Comitato Varese2.0.
E sostenendo che l’attività del comitato sarebbe finalizzata a candidare a sindaco il suo portavoce.













