«Amo il piacere, dopo la fatica»

Coach della Pallacanestro Femminile Varese, Lilli Ferri, si confessa nelle nostre interviste indiscrete

1. Soprannome?

Liliana (con una sola “l”) che sarebbe il mio vero nome ma è “retrocesso”: tutti mi chiamano Lilli.

2. Età?

Quasi mezzo secolo.

3. Professione?

Per passione coach, per dovere mental coach.

4. Innamorata?

Sì, sempre.

5. Squadra del cuore?

La Pallacanestro Femminile Varese, anche se non ne fossi il coach.

6. Piatto preferito?

Pasta di ogni genere.

7. Sport praticato?

Mi piaceva molto il calcio, perché ci giocavano i miei fratelli. Poi sono passata al ciclismo, ma mi sono fatta subito male. E allora ho ripiegato sul basket.

8. Destra o sinistra?

Destra e sinistra, tutti e due.

9. Mare o montagna?

Montagna.

10. In frigorifero non manca mai…?

Verdure.

11. Vino o birra?

Vino.

12. Non esco di casa senza…?

Lo zaino del basket, anche quando non ci sono gli allenamenti.

13. Vacanza ideale?

Relax in montagna. E il piacere dopo la fatica.

14. La città del cuore e perché?

Sono molto legata alla terra Toscana, perché mi piacciono i suoi ritmi, mi hanno sempre rilassato molto.

15. Un sogno nel cassetto?

Ce l’ho, ma non lo posso dire.

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6. A che età la tua “prima volta” ?

Dopo i 18 anni. Prima mamma non voleva.

17. Personaggio storico preferito?

Maria Antonietta.

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8. Il libro che ha cambiato la tua vita?

“L’arte della gioia” di Goliarda Sapienza.

19. Una canzone e un film?

“La leva calcistica del ’68” di De Gregori perché mi ha aiutato a superare gli insuccessi della vita. Come film “La migliore offerta”.

20. Il tuo augurio per il 2017?

Credo di fare parte di quella cerchia di persone fortunate che riescono ad avere una giornata sempre buona, per cui non mi lamento. Vorrei un anno ricco di cose giuste, perché non mi piacciono le ingiustizie.