Il posto fisso? A Varese impennata di contratti

La percentuale di crescita è superiore al 30%. Sono stati oltre un milione i contratti attivati

– Crescono i contratti a tempo indeterminato: +30,5% nei primi sette mesi dell’anno. Una percentuale che, in attesa del dato puntuale, sul nostro territorio è anche più alta «dal momento che ovviamente ci troviamo in una delle aree più industrializzate e densamente popolate a livello industriale» commenta Gerardo Larghi, segretario generale della Cisl dei Laghi.

Tra gennaio e luglio di questo anno sono stati attivati oltre un milione di contratti a tempo indeterminato in tutto il Paese, quando nello stesso periodo dell’anno precedente superavano di poco le 830mila unità: «Un buon numero di questi contratti – spiega Larghi – sono trasformazioni di contratti da tempo determinato a tempo indeterminato».

Parliamo del 39,7% in più rispetto ad un anno fa: «E questo per noi è comunque un grande risultato» sottolinea il segretario della Cisl. «E sfido chiunque a dire il contrario: ci siamo battuti molto come Cisl perché si lavorasse al consolidamento dei posti di lavoro e riteniamo di aver ottenuto molto». E i dati confermano che continuano ad aumentare i posti fissi, da qualunque prospettiva la si guardi: a luglio il saldo fra i posti a tempo indeterminato persi e assunzioni stabili è risultato positivo per 27.375 unità. Nel dato sono comprese le trasformazioni dei contratti da tempo determinato a indeterminato pari a 27.328. Nei sette mesi di riferimento ci sono poi 21.172 contratti di apprendistato, 25.111 collaborazioni e 48.844 altre forme di lavoro. «Stiamo raggiungendo il nostro obiettivo: la stabilizzazione delle persone per

noi è sempre stata fondamentale, perché significa dare una prospettiva nuova alle persone». Per un lavoratore un contratto a tempo indeterminato può fare la differenza: «Può andare in banca a chiedere un mutuo, può chiedere un prestito, un finanziamento, può guardare al futuro con un’altra prospettiva». Un beneficio per se stesso, per la propria famiglia ma anche per l’economia nel suo complesso: con più fiducia le persone sono più portate a riprendere la pianificazione di spese importanti come la casa, la sostituzione di beni durevoli da lungo tempo rimandate in attesa di tempi migliori.Che forse stanno arrivando. La crescita dei contratti fissi è un risultato certamente positivo, ribadisce Larghi «ma che non indica il limite finale della crisi: certamente però dimostra che con poche scelte strategiche si possono ottenere buoni risultati in poco tempo».

Anche la nostra provincia conferma la tendenza positiva «anche se ancora non abbiamo assorbito i colpi del passato: abbiamo ancora disoccupazione, ma almeno il dato copre i posti che scompaiono». Qualcosa di importante si sta muovendo «lentamente, ma in avanti: per questo dobbiamo spingere su altri tasti per accelerare la ripresa».
E Larghi avanza una proposta: «Dobbiamo spingere di più sulla produttività, per produrre di più e meglio. Proponiamo al sistema delle imprese uno scambio tra produttività e assunzioni, per rispondere meglio alle necessità del mercato, per far fronte ai picchi di lavoro».