– Jobs Act e Buona Scuola, i due provvedimenti legislativi più pubblicizzati e discussi del Governo Renzi, hanno trovato applicazione concreta ieri a Varese, città che per prima si è lanciata in un accordo destinato a fungere da paradigma.Nella sede di Confartigianato Imprese Varese è stato firmato un patto sindacale tra Uniascom, Cisl dei Laghi e la stessa associazione rappresentativa degli artigiani della provincia, destinato a normare l’apprendistato di primo livello e a dare attuazione all’alternanza scuola-lavoro come disegnata dalle recenti riforme.È un provvedimento che interesserà migliaia di giovani studenti del Varesotto, che finalmente avranno la possibilità di effettuare dei periodi di formazione e di lavoro nelle aziende provvisti di tutte le tutele necessarie, comprese quelle contributive.
L’accordo prevede un pacchetto di 1.700 ore annue, di cui 450 come addestramento specifico in azienda, 400 come formazione scolastica e 900 di lavoro effettivo. Fatta salva la gratuità della formazione in aula, il tempo passato in azienda verrà retribuito al 50-60% se di lavoro effettivo, e al 10% nel caso dell’addestramento.Ma al di là degli aspetti pratici che attengono alla tecnicità di leggi e accordi, con il “patto varesino” si dà effettività agli obbiettivi che proprio la Buona Scuola e il Jobs Act volevano perseguire: rafforzamento dell’apprendistato di primo livello, collegamento reale tra mondo della scuola e mondo del lavoro, miglioramento della formazione degli studenti, in modo tale che essa possa essere una vera porta d’ingresso per i ragazzi nel mondo del lavoro, rendendo gli stessi più appetibili per le aziende. «È come se oggi avessimo messo un sigillo alla riforma del Jobs Act – ha dichiarato Mauro Colombo, direttore della Confartigianato Varesina – L’alternanza scuola lavoro ha sempre avuto un valore molto forte nei paesi a noi vicini (soprattutto la Svizzera ndr), ma non in Italia, perché è sempre stata considerata poco vantaggiosa. Confartigianato si è spesa molto per cambiare le cose: ora percorriamo l’ultimo miglio».«Varese, ancora una volta, ha saputo distinguersi, grazie all’incessante lavoro delle nostre associazioni – ha invece detto Sergio Bellani, segretario generale di Uniascom – Spero che l’apprendistato, così come disciplinato da questo accordo, possa essere foriero di certezze sia per i ragazzi che entrano nel mondo del lavoro, sia, in generale, per tutta la nostra economia».
«Per la micro e piccola impresa – ha infatti aggiunto Lino Gallina, sempre di Ascom Varese – assumere lavoratori specializzati è vitale, perché devono essere in grado di interagire con un consumatore evoluto. L’apprendistato duale fa crescere la professionalità dei giovani e quindi porta nell’impresa una spinta notevole, invertendo la tendenza degli ultimi anni».«Abbiamo abbattuto il muro ideologico che purtroppo è sempre esistito in Italia tra scuola e lavoro – ha infine concluso Gerardo Larghi, segretario della Cisl dei Laghi – seguendo le esigenze che conducono al contenimento della dispersione scolastica e alla generazione di una capacità reddituale». Il numero uno della Cisl dei Laghi si è poi soffermato sulla partecipazione del suo sindacato al tavolo: «Noi siamo i primi a siglare questo accordo, ma non ne siamo gelosi. Esso ha natura sussidiaria e cedevole».













